A difesa dei confini

Prima i nostri! La Svizzera difende la nazionalità

Polemiche ed isterie nostrane sul Referendum ticinese che ha visto primeggiare lo slogan: “Prima i nostri!”

Andrea Lorusso
Prima i nostri! La Svizzera difende la nazionalità

Foto quotidiano.net

Si è alzato un gran polverone in Italia per il Referendum ticinese che con il 58% delle preferenze ha sancito la vittoria della mozione “Prima i nostri!”, riguardo le assunzioni nel cantone, a scapito dei frontalieri italiani. La proposta è stata capeggiata dalle destre dell’UDC e Lega dei Ticinesi.

Il problema secondo i residenti sono gli italiani provenienti dalle province di Varese, Como, Lecco e Verbano-Cusio-Ossola. La fiamma  è stata innescata dalle questioni lavorative, visto che il Ticino sente la concorrenza sleale dei lavoratori lombardi che ogni giorno in oltre 60mila si recano nel  Cantone per guadagnarsi la pagnotta, e che accetterebbero salari e condizioni più sfavorevoli innescando una competizione scorretta e al ribasso.

Ora al di la della fastidiosissima campagna d’immagini, dove siamo stati raffigurati come topi sgraffigna formaggio, la questione è seria e non va derubricata nel solito solco della xenofobia o del razzismo. Se dal Governo hanno subito ricordato che eventuali limitazioni alla mobilità delle persone pregiudicherebbero il rapporto con l’Europa, la sinistra in generale ha subito colto la palla al balzo per attaccare la Lega: “I lombardi dunque sono i terroni di qualcun altro, come ci si sente?” E anche il governatore della Lombardia Maroni ha subito promesso che parlerà col suo pari grado per mitigare la questione.

Anzitutto ci sarebbe da precisare che la battaglia è molto diversa, visto che in Italia la Lega Nord sta combattendo un fenomeno illegale alla radice, come quello dell’immigrazione clandestina. Al contrario, quella svizzera è una battaglia contro il lavoro regolare straniero.

Eppure come popolo sovrano, ha tutto il diritto di autodeterminarsi e scegliere le politiche più convenienti per proteggere la propria manovalanza. Il concetto di preferenza in base alla Nazionalità nelle assunzioni delle imprese, non è peregrino. Non è nemmeno una questione discriminatoria, ma piuttosto di valorizzazione della carta di identità, se l’identità e l’appartenenza ad un territorio hanno ancora un senso.

E noi? Noi dovremmo fare altrettanto! Anziché lagnarci  delle scelte altrui, dovremmo cominciare a serrare le fila presidiando la difesa del Made in Italy ed un protezionismo intelligente dei nostri lavoratori. Quell’intera cittadina che si sposta per trovare lavoro, dovrebbe restare in Italia e svolgere mansioni qui, senza bussare alla porta degli amici di confine.

Comunque sia, c’è da dire in ultima analisi che l’esito del voto non avrà nessun effetto immediato. Infatti, essendo di esclusiva competenza statale il giuslavorismo, dovrà essere in qualche modo ratificato e normato a livello centrale, sempre che ciò avvenga. Intanto l’UDC sangallese e neocastellana, vogliono unirsi nel proporre il medesimo modello nei loro cantoni, questa volta per il dumping salariale proveniente da Austria e Germania.

Prima i nostri!
, non è una bestemmia, ma sano amor proprio.   

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