Sindaci della Lega sotto attacco

Multa le coop per l'accattonaggio dei "profughi", denunciato per "discriminazione razziale"

L'Associazione studi giuridici sull’immigrazione (Asgi) annuncia una causa contro l'amministrazione di Borgosesia guidata da Paolo Tiramani, il quale ha debellato la piaga della questua molesta sanzionando le cooperative che non controllano i loro ospiti

Marco Dozio
Multa le coop per l'accattonaggio dei "profughi", denunciato per "discriminazione razziale"

Foto da Facebook

Si trovano agli angoli delle strade nelle nostre città e nei paesi, spesso davanti a supermercati, negozi, chiese, banche e stazionano lì tutto il giorno o negli orari più redditizi, come se quel pezzo di territorio fosse diventato la loro postazione di “lavoro”. Sono immigrati: clandestini oppure richiedenti asilo ospiti delle cooperative. Per debellare la piaga dell’accattonaggio, spesso molesto, il sindaco leghista di Borgosesia (Vercelli) Paolo Tiramani ha emesso un’ordinanza per multare le coop, in quanto responsabili di omessa vigilanza nei confronti del loro ospite. Il provvedimento ha passato il vaglio della Prefettura.

Eppure gli avvocati dell’Asgi (Associazione studi giuridici sull’immigrazione) hanno annunciato su Repubblica una denuncia per “discriminazione razziale”. Nel mirino anche un altro Comune della provincia, San Germano Vercellese, dove il sindaco della Lega, Michela Rosetta, prevede multe salate per chi ospita presunti profughi senza avvisare preventivamente il municipio. L’associazione ha scritto al prefetto di Vercelli, Mario Rosa Trio, il quale ha risposto per mezzo stampa rilevando che “non esistono gli estremi per un nostro intervento”. Nonostante la battuta d’arresto, Asgi intende fare causa ad altre decine di amministrazioni del Nord che a loro avviso praticano discriminazioni in base alla razza: “I prefetti non si oppongono abbastanza”, dicono.

Tiramani spiega al Populista che il sodalizio è “probabilmente in cerca di visibilità mediatica. Non capisco dove sia la discriminazione razziale, è un’accusa assurda. Il provvedimento, tra l’altro, non colpisce l’immigrato bensì le cooperative che lucrano incassando i soldi dei contribuenti senza vigilare sui loro ospiti, i quali dovrebbero essere occupati in attività giornaliere senza dedicarsi all’accattonaggio”.

Il primo cittadino di Borgosesia è allibito: “Evidentemente per questa associazione non vanno colpiti coloro che fanno business sulla pelle di queste persone, ma gli Enti che tentano di ristabilire ordine sicurezza a favore dei cittadini”. L’efficacia dell’ordinanza dovrebbe indurre a qualche riflessione. Tiramani racconta com’è nata: “Su indicazione dei cittadini abbiamo effettuato diversi controlli identificando gli immigrati che chiedevano l’elemosina. Per 5 giorni di fila abbiamo identificato il medesimo ospite di una cooperativa. Emessa l’ordinanza, il fenomeno è completamente sparito: le coop hanno iniziato a controllare i loro ospiti”.

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