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La Terra ha perso il 60% della sua massa dando vita a Luna

Ipotesi formulata dalla Durham University dopo 300 simulazioni computerizzate sulle conseguenze della collisione tra il nostro pianeta e l'asteroide che avrebbe separato la Luna

Redazione
La Terra ha perso il 60% della sua massa dando vita a Luna

Foto Wikipedia

Il nostro pianeta potrebbe aver perso fino al 60 percento della sua massa durante la violenta collisione che 4,5 miliardi di anni fa avrebbe dato origine alla Luna. Questa l'ipotesi formulata dagli esperti della Durham University e dell'Università di Glasgow, che hanno condotto uno studio, pubblicato su Astrophysical Journal Letters, durante il quale sono state effettuate oltre 300 simulazioni computerizzate per analizzare le conseguenze della collisione tra il nostro pianeta e l'asteroide che avrebbe separato la Luna. "Il nostro modello - spiega Jacob Kegerreis, dell'Istituto di cosmologia computazionale presso la Durham University - potrebbe spiegare la formazione del nostro satellite, ma potrebbe anche essere applicato a esopianeti e sistemi lontani anni luce". Il team ha considerato diversi scenari per evidenziare le conseguenze di impatti e gli effetti sull'atmosfera di un pianeta, valutando fattori come angolo e velocita' di impatto e dimensione dei pianeti. "Le simulazioni - osserva l'esperto - non possono rivelarci direttamente come si sia formata la Luna, ma potrebbero mostrare gli effetti che una gigantesca collisione avrebbe avuto sull'atmosfera terrestre, e questo ci fornirebbe indizi preziosi per escludere alcune ipotesi e validarne altre".

Uno studio preliminare dello stesso gruppo di ricerca, divulgato a inizio anno, esaminava i modi in cui le atmosfere di un pianeta possono essere modificate da oggetti che impattano a diversi angoli, massa, dimensioni e velocita'. "Secondo i nostri risultati - afferma l'autore - la Terra potrebbe aver perso tra il 10 e il 60 percento della sua atmosfera nella collisione che avrebbe dato origine alla Luna. Il nostro lavoro piu' recente esamina gli effetti su una varieta' molto piu' ampia di impatti regolando le dimensioni, la massa, la velocita' e l'angolo dell'oggetto che impatta, oltre che alla composizione del corpo celeste".

Gli scienziati hanno utilizzato il codice di simulazione open source SWIFT, eseguiti dal supercomputer COSMA, parte della struttura DiRAC High-Performance Computing della Durham University. "Questo set di simulazioni - conclude Luis Teodoro, della School of Physics and Astronomy presso l'Universita' di Glasgow, seconda firma del documento - fa luce sul ruolo degli impatti nell'evoluzione di esopianeti simili alla Terra".

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