MAXIOPERAZIONE IN PROVINCIA DI SALERNO

36 extracomunitari sgomberati da un bene confiscato alla mafia. Ma la Cgil si indigna

A Eboli gli stranieri accampati in quattro capannoni e due ruderi vivevano in precarie condizioni igienico-sanitarie; tre di loro erano senza permesso di soggiorno. Per il sindacato della Camusso però, queste operazioni non servono

Alex Bazzaro
Immagini dello sgombero dell'ex stabilimento Apoff

Immagine da servizio tv

Maxi sgombero, all'alba del 30 agosto scorso, di 36 extracomunitari nell'area dell'ex opificio industriale Apoff di Eboli, in località Santa Cecilia (Salerno). Ad intervenire il personale della Polizia di Stato della Squadra Mobile della Questura di Salerno e militari del Nucleo Investigativo di Salerno. L'ex opificio è un bene confiscato nel 2013 alla criminalità organizzata (era di proprietà di Antonio Campione), affidato alla gestione dell'Agenzia Nazionale per l'Amministrazione e Destinazione dei Beni Sequestrati e Confiscati alla criminalità organizzata.

Dei 36 extracomunitari, fatti sgomberare all'alba dall'area dell'ex opificio, tre sono riusltati non in regola con il permesso di soggiorno. Accampati in quattro capannoni e due ruderi, vivevano in precarie condizioni igienico-sanitarie. Nel corso dell'operazione si è resa necessaria la sospensione, per il tempo strettamente necessario, della circolazione ferroviaria. Nei confronti dei tre irregolari saranno avviate le procedure per l'allontanamento dal territorio nazionale, mentre è stata riscontrata la presenza di un richiedente asilo, di non certa provenienza. Nei suoi confronti sarà proposta la revoca del diritto all'assistenza.

Oltre al fermo delle persone, è stata ispezionata e perquisita l'area di circa 50mila metri quadri. Un'operazione nella norma, che però ha suscitato le ire della CIGIL! "Azioni di questo tipo, commenta Anselmo Botte, segretario Cgil Salerno, "sono assolutamente inutili e non risolvono il problema del degrado. Abbiamo anche coinvolto l'Amministrazione comunale di Eboli, e dopo una visita nel ghetto, nei mesi scorsi, si era convenuto di risolvere il problema cercando di trovare soluzioni alternative . L'intervento effetuato vanifica ogni tentativo di mettere in piedi politiche di accoglienza nei confronti di questi migranti".

Di diverso avviso il sindaco di Eboli, Massimo Cariello: "L'azione delle forze dell'ordine e della magistratura è un segnale forte a tutto il territorio in termini di legalità". E ancora: "Sottolineo come Procura di Salerno, Prefettura, Questura e Comando provinciale dei Carabinieri siano stati sensibili alle nostre sollecitazioni che indicavano in quest'azione una necessità, al fine di ripristinare la legalità, restituire alla pubblica fruibilità l'intera area e lanciare un messaggio di fiducia all'intero territorio".


"Ora", ha continuato il sindaco, "occorre che tutta l'area venga messa in sicurezza, anche per evitare che in futuro si ripetano occupazioni abusive. Sarà necessario anche programmare al più presto l'investimento di risorse in quell'area, dove occorre immediatamente andare alla bonifica dall'amianto. Quell'area può rappresentare un volano anche per una parte dell'economia del territorio, trattandosi di un bene confiscato che dovrà essere utilizzato a fini pubblici e sociali. La nostra amministrazione è pronta come sempre a fare la sua parte lungo la strada del ripristino della legalità". 

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