Lettera alla Stampa

Giovani: disoccupazione e fuga all'estero, le questioni irrisolte dal governo Renzi

La leader della Cisl, Annamaria Furlan, denuncia: il nostro Paese è in ritardo rispetto ai concorrenti europei per qualità e quantità dei percorsi formativi

Redazione
Disoccupazione e fuga dei giovani all'estero, questioni irrisolte dal governo Renzi

Annamaria Furlan. Foto ANSA

"Dobbiamo porci seriamente il problema di come creare le condizioni per offrire ai nostri giovani la possibilità di trovare un lavoro stabile e dignitoso in Italia, di avere una casa e di potersi costruire una famiglia": è quanto scrive la segreteria generale della Cisl, Annamaria Furlan, in una lettera pubblicata martedì dal quotidiano La Stampa. "Nel 2015 più di centomila connazionali si sono trasferiti in un altro Paese europeo o extra europeo, soprattutto nella fascia tra i 18 ed i 34 anni", scrive la Furlan, in quella che appare sia come una critica all'immobilismo dimostrato dal governo Renzi che come una replica alle dichiarazioni del ministro Poletti: "Emigrato all'estero un gruppo di italiani la cui istruzione è costata allo Stato 23 miliardi di euro. Regalati ad altre nazioni, con un evidente impoverimento culturale e di capacità innovativa per il nostro Paese".

Per la leader della Cisl "il disagio giovanile, indubbiamente legato anche all'aumento grave delle diseguaglianze sociali e della povertà, soprattutto nelle periferie delle città e nel Mezzogiorno, è il vero tema che il Governo deve affrontare con urgenza nell'agenda del 2017 coinvolgendo i grandi soggetti collettivi, senza aspettare come un fatto salvifico, le prossime elezioni o le necessarie correzioni alla proliferazione selvaggia dei voucher". Secondo la Furlan "oggi il nostro Paese è in ritardo rispetto ai concorrenti europei non solo per la qualità e la quantità dei percorsi formativi di alternanza scuola lavoro, ma soprattutto sulle politiche attive del lavoro, sui progetti di riqualificazione professionale per far incrociare la domanda e l'offerta di occupazione".

Per la segretaria "la crescita economica rimane la strada obbligata per creare lavoro stabile e produttivo in tutti i settori. Per questo bisognerebbe azzerare totalmente le tasse per chi assume giovani laureati ed investe in innovazione e ricerca, incentivare fiscalmente un piano per nuove infrastrutture materiali ed immateriali, reti telematiche, fonti energetiche alternative, tutela del patrimonio architettonico e culturale, messa in sicurezza delle case degli italiani. Quindi, formazione e partecipazione, perché più i lavoratori saranno competenti e protagonisti, più avremo prodotti competitivi e di alta qualità, in un sistema industriale e manifatturiero che va riportato al centro delle politiche di sviluppo del Paese".

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