abrogazione legge del 1931 e liberalizzazione

Gli erboristi contro il Governo: "A rischio la nostra professione"

Gli addetti del settore temono che "l'erboristeria italiana, la vendita, il consiglio, la miscelazione delle piante officinali e dei loro derivati, attività svolta dall'erborista, diventi una pratica consentita a chiunque"

Redazione
Gli erboristi contro il Governo: "A rischio la nostra professione"

Un decreto legislativo della presidenza del consiglio dei ministri dei giorni scorsi, di prossima pubblicazione, "prevede l'abrogazione della legge del 1931, che riguarda la "Disciplina della coltivazione, raccolta, e commercio delle piante officinali", una legge che, seppur datata, è la legge che istituisce la figura professionale dell'erborista in Italia" e tutto questo rischia di mettere a rischio l'intero settore erboristico. A sostenerlo è Angelo Di Muzio, presidente nazionale della Federazione erboristi italiani aderente a Confcommercio.


"Il danno al settore e alla collettività sarebbe gravissimo, tenendo presente che esistono i Corsi di laurea in Scienze e tecnologie erboristiche istituiti presso le facoltà di Farmacia in concorso con Medicina ed agraria seguiti da migliaia di studenti che non avrebbero più alcun riconoscimento", aggiunge Di Muzio. Per il presidente della Federazione erboristi di Confcommercio, "l'erboristeria italiana, la vendita, il consiglio, la miscelazione delle piante officinali e dei loro derivati, attività svolta dall'erborista, diverrebbe una pratica consentita a chiunque in mancanza della indispensabile conoscenza sul riconoscimento e sulla sicurezza delle piante officinali".


"In poco tempo potremmo avere la perdita di migliaia di posti di lavoro sia nel settore della vendita al dettaglio che per quanto riguarda i laboratori erboristici". Il settore consta di oltre 1.000 aziende di trasformazione e commercializzazione di piante officinali e di circa 5.000 erboristerie.

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