E la chiamano "integrazione"

Lezioni di sci gratis ai "profughi". Pagate anche dagli italiani che non se le possono permettere

In Friuli un gruppo di "migranti" trascorre gratuitamente ore di svago sulla neve, a spese dei contribuenti. Ovvero con soldi derivanti dalle tasse versate anche da famiglie che non riescono a pagare i corsi di sci ai propri figli. "Lo facciamo per integrarli"

Redazione
Lezioni di sci gratis ai "profughi". Pagate anche dagli italiani che non se le possono permettere

Pista di Paluzza - Foto da internet

Sei un richiedente asilo o un profugo? Puoi beneficiare di lezioni di sci gratuite, pagate dai contribuenti attraverso il denaro erogato ad albergatori e cooperative. Soldi che dovrebbero servire per vitto, alloggio e programmi di integrazione. Tra i quali figurerebbero giornate di svago trascorse inforcando gli sci, come dichiarato al Gazzettino da Giorgio Garibaldi, responsabile del Bosco di Museis, l’agriturismo di Cercivento (Udine) dove sono alloggiati i 16 “minori non accompagnati” coinvolti nel corso di sci sulle piste di Paluzza, costato 28 euro a testa, compreso il noleggio del materiale e il transito sulle piste.

“Non è scandaloso pensare di spendere quanti soldi più possibile per loro. Ai più meritevoli, attraverso lo sci di fondo, abbiamo dato una possibilità per integrarsi”. Poi la precisazione che l’iniziativa è organizzata con i denari derivanti dalle tasse versate anche dalle famiglie che, magari, non posso permettersi di pagare le lezioni di sci ai propri figli.

“Abbiamo attinto alla quota giornaliera che riceviamo attraverso i Comuni di 70 euro a minore”, aggiunge Garibaldi. La Lega Nord con il responsabile sicurezza Stefano Mazzolini ha spiegato che “con i nostri soldi paghiamo le settimane bianche dei profughi. Nessuno pensa ai nostri bambini, alle famiglie che non arrivano alla fine del mese e non possono andare a sciare”. Lo scorso anno scoppiò un analogo caso in Sudtirolo. Ora è la volta della Carnia: "Replicheremo il progetto il prossimo anno", asseriscono convinti gli organizzatori.

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