dopo la strage in moschea

Diventa sottosegretario in Canada e si affretta a giurare sul Corano

Marc Miller: "Ho scelto di dare il giuramento, alternando la Bibbia, per rappresentare le mie convinzioni personali, e il Corano, in un atto di solidarietà per la comunità musulmana del Quebec"

Redazione
Diventa sottosegretario in Canada e si affretta a giurare sul Corano

Lui si chiama Marc Miller ed è il nuovo sottosegretario di stato al Ministero delle infrastrutture e delle Comunità, retto dall'indiano Amarjeet Sohi. E, per rendere omaggio ai morti della strage della moschea di Quebec City, dice, si è affrettato a giurare sulla Bibbia e sul Corano, quasi che fosse un atto dovuto.


"Ho scelto di dare il giuramento in entrambe le lingue ufficiali, alternando la Bibbia, per rappresentare le mie convinzioni personali, e il Corano, in un atto di solidarietà per la comunità musulmana del Quebec e perché noi adoriamo lo stesso Dio. Sono profondamente onorato di essere stato scelto per lavorare con il ministro Sohi e attendo con ansia che di aiutarlo nell'adempiere al suo mandato di costruire il Canada del 21esimo secolo", ha scritto su Facebook, con una malcelata nota di presunzione. Perché vi traspare che, nella visione del neo-viceministro, il futuro del Canada sarà quello in cui la politica si deve inchinare all'Islam, per partito preso, in riparazione per il torto subìto. Un bel gesto, se non fosse, come al solito, a senso unico e diretto verso la comunità religiosa che più delle altre rifiuta di integrarsi.

Già perché, con lo stesso metro di giudizio, Miller avrebbe allora dovuto giurare anche sui totem indiani, dato che la comunità bianca cattolica da cui discende, tra il 1922 ed il 1984, si è resa responsabile - come denunciato dal giornalista Kevin Annet, ex sacerdote della Chiesa Unita del Canada - di genocidi, stupri e sterilizzazioni di massa ai danni dei Nativi Americani (una mattanza peraltro già iniziata nell'Ottocento, con cifre da capogiro). O alle 4.000 donne morte o scomparse negli ultimi anni, spesso di razza inuit e "métis" (meticci, discendenti dei primi coloni francesi e dei nativi canadesi), che rappresentano circa il 5% dei 35 milioni di abitanti del Paese nordamericano e che in gran parte vivono in riserve isolate e auto-governate. Appena eletto, Justin Trudeau si scusò con loro per il genocidio perpetrato dal Canada "democratico". Miller li ha dimenticati. Ma si sa, oggi a far paura è l'Islam fondamentalista...

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