Sequestrata e violentata

Ragazza stuprata in un campo nomadi: arrestato il secondo aggressore

Si tratta di un altro romeno, fermato per violenza sessuale e rapina ai danni di una giovane di 26 anni, in Via Teano a Roma

Redazione
Ragazza stuprata in un campo nomadi: arrestato il secondo aggressore

Uno scorcio del campo rom Casilino 900 di Roma. Foto ANSA

I carabinieri della stazione di Roma Appia, in collaborazione con i militari del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Casilina, hanno catturato il secondo uomo romeno, ritenuto coinvolto nel sequestro di persona, violenza sessuale e rapina ai danni di una ragazza di 26 anni in Via Teano a Roma. L'uomo è stato sottoposto a fermo come indiziato di delitto che dovrà essere convalidato dal Gip del Tribunale di Roma. Uno dei presunti responsabili, sempre cittadino romeno, era stato già arrestato dai carabinieri ma le indagini sono proseguite per risalire ad almeno un secondo complice. La ragazza era riuscita a sfuggire ai suoi aguzzini solo dopo ore di abusi e, arrivata in strada, a chiedere aiuto ad un passante; subito dopo si era recata in una stazione dei carabinieri presentando denuncia.

La giovane si trovava a poche centinaia di metri da casa quando è stata avvicinata in strada, nei pressi di Via Teano, da due uomini che l'hanno trascinata nella vegetazione e sequestrata in una baracca fatiscente, violentandola ripetutamente per tutta la notte; un vero e proprio incubo finito solo la mattina seguente quando, approfittando dell'ubriachezza dei suoi aguzzini, sarebbe uscita dalla baracca e scappata in strada chiedendo aiuto. Il padre, in una lettera indirizzata a genitori e cittadini del quartiere, aveva raccontato le violenze subite dalla figlia invitando tutti a partecipare a una manifestazione per "chiedere il totale ripristino della sicurezza". Nella lettera, intitolata "Allarme incolumità per la vita dei nostri figli" aveva scritto così: "Insieme uniti possiamo fermare i criminali che ci terrorizzano ogni giorno, insieme possiamo vincere il degrado del nostro quartiere".

A seguito dell'irruzione in una baracca nascosta nella vegetazione nei pressi di Via Teano i carabinieri avevano fermato il primo uomo, di 33 anni, coinvolto nella vicenda: dal racconto della ragazza era emerso un ruolo da protagonista nei violenti fatti di un secondo uomo, che nel frattempo si era dileguato. Sin da subito, i carabinieri della stazione di Roma Appia, con il supporto dei militari del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Casilina erano riusciti a dargli un volto e un nome. Grazie alle attività tecniche e all'utilizzo di un elicottero, dopo aver battuto l'intera area del campo nomadi di Via Candoni, dove aveva trovato rifugio, i carabinieri l'hanno fermato all'interno di una baracca e hanno sequestrato anche un indumento, che l'uomo indossava durante la violenza e che era stato indicato dalla vittima. Il fermato è stato portato nella Casa Circondariale di Roma Regina Coeli.

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