notabili note

Nubifragio a Milano. E sul resto

Non so se ve ne siete accorti ma la carta stampata sta morendo. In Italia nel 1990 si vendevano 6,8 milioni di quotidiani, ora 3,3 milioni...

0
Edoardo Varini

Edoardo Varini

Dopo anni, dopo decenni di editoria e comunicazione mi sono reso conto che senza una precisa scelta d'azione lo scarto tra la parola e lo stato delle cose è incolmabile. Se questo scarto era tollerabile un tempo, quando all'incirca il nostro Paese viveva in un sostanziale benessere, ora non lo è più. In ragione di 5 milioni di poveri e stipendi e pensioni da fame non lo è più. In ragione di riforme di cartapesta e malgoverno non lo è più. Non è tornato il tempo dell'impegno, è giunto per la prima volta. Quello degli anni Settanta era un impegno ideologico spesso, troppo spesso avulso da una reale cognizione della condizione socio-economica delle persone. L'impegno di oggi – ancora di pochi ma è sufficiente contarsi ogni giorno per vedere che il numero cresce – ha dalla sua la forza del bisogno e la lucidità di un pensiero nuovo forgiato dallo scontro quotidiano con quell'entropia che il capitalismo sregolato unito ad una malintesa idea di sinistra senza volto né identità vorrebbe trionfante ma ancora non lo è. Opporsi a questa disumana insensatezza è un dovere. Doverosamente scrivo allora queste notabili note.

Nubifragio a Milano. E sul resto

Negli Stati Uniti i giornali che vendono più di 500 mila copie sono rimasti due: il New York Times e il Wall Street Journal. È dal 2008 che da quelle parti la maggioranza delle persone non paga un dollaro per l'informazione e nemmeno troppo lentamente ci stiamo avvicinando a questo anche qui.

Quel che si dovrebbe fare è puntare sulla qualità degli approfondimenti, ma dal momento che questa è correlata ad un giusto compenso dei giornalisti, non se ne parla nemmeno. A testa bassa verso la terra di nessuno del discount di tutto, dove a velocità sempre più folle ti può riuscire una sola cosa: affondare nella più crassa ignoranza che pare essere diventata il presupposto irrinunciabile delle moderne, voglio dire mediatiche, democrazie.

Vanno a votare in tre, ma chissenefrega. Lo stipendio dei parlamentari e dei vari notabili di Stato resta quello. Davvero: ma chissenefrega. Ma torniamo ai giornali. A quella cosa davvero ridicola che sono diventate le "grandi" testate online. Un giorno a caso: Greco nuovo procuratore di Milano, una ragazza bruciata viva dall'ex fidanzato, nubifragio a Milano caos in città e il solito Sgarbi scatenato che dalla cultura non ha imparato la sola cosa che la cultura insegna: la misura. In calce quattro video animalier.

Oggi per fare notizia devi commuovere di bestia – nel senso che devi farlo per mezzo di una bestia –  o scatenarti, oppure parlare moltissimo di pietanze, erboristeria, wellness e chirurgia estetica. Che non ti venga in mente di sollevare questioni di alcun genere. Non ti sognare nemmeno di rovinare la festa che poi si scopre che oltre a quella non c'è nulla. Null'altro che noi festaioli danzanti sulla schiena degli esclusi. Che se facciamo una cosa del genere non dobbiamo essere bella gente. Allora balla gente! Balla!

LIBERA LA BESTIA CHE C'È IN TE!

Contribuisci anche tu alla sezione LIVE NEWS, inviandoci un video, una foto o un articolo!

partecipa inviandoci i tuoi:


MC S.R.L.
sede legale: via angelo maj, 24 - 24121 Bergamo
C.f./P.IVA: 04061980167 - R.E.A.: BG-431792
Email: INFO@ILPOPULISTA.IT

direttore: alessandro morelli
condirettore: matteo salvini

ILPOPULISTA.IT È UNA TESTATA TELEMATICA REGISTRATA PRESSO IL TRIBUNALE DI MILANO, N. 121 DEL 27/04/2015

per i tuoi annunci: PUBBLICITA@MC-SRL.EU