La sinistra straparla di razzismo

Prima gli italiani nelle case popolari. Vittoria della Lega in Liguria

La legge regionale voluta dal Carroccio prevede che occorrano 10 anni di residenza in Italia e 5 in Regione per ottenere un alloggio pubblico. Rixi: "Difendiamo il diritto alla casa dei genovesi e dei liguri che pagano le tasse". PD e M5S si schierano con gli immigrati

Redazione
Prima gli italiani nelle case popolari. Vittoria della Lega in Liguria

Foto ANSA

Prima gli italiani nelle case popolari, anche in Liguria. Su proposta della Lega, ora per ottenere un alloggio servono 10 anni di residenza in Italia e 5 in Regione. Una rivoluzione. “La legge che abbiamo approvato oggi in Regione stabilisce finalmente regole eque per l'accesso all'edilizia pubblica e difende il diritto alla casa dei genovesi e dei liguri che pagano le tasse”, spiega Edoardo Rixi, segretario della Lega ligure e vicepresidente della Regione.

“Grazie a questa riforma diamo una risposta concreta al fabbisogno abitativo delle famiglie con disabili, degli anziani, padri e madri separati in situazioni economiche di difficoltà​. - prosegue Rixi - Dimostrare di avere la residenza da dieci anni sarà la condizione necessaria per ottenere una casa popolare: un atto di assoluto buon senso che i genovesi e i liguri aspettavano da tempo. Ora bisogna cambiare passo nella manutenzione ordinaria e straordinaria degli immobili: con il sindaco Bucci e la Lega al governo della città libereremo dal degrado e dall'incuria i quartieri popolari e ridaremo la dignità che si meritano alle famiglie che ci abitano”.

Il principio è che gli italiani in Liguria possano avere la priorità nell’assegnazione delle case popolari. Possano avere più diritti dunque, per esempio quello di ottenere un'abitazione senza essere scavalcati nelle graduatorie da decine di stranieri. “Da oggi i liguri e gli italiani sono al centro delle politiche di edilizia residenziale pubblica. Questa riforma garantisce più investimenti, più equità, più giustizia, più case e più facilità di accesso a chi davvero ha bisogno di un alloggio pubblico, in modo da evitare sprechi e inefficienze”, aggiunge il presidente della Regione Giovanni Toti. La metà delle case sarà assegnata a chi vive in condizioni di povertà, in base all’Isee, mentre l’altra metà alle seguenti categorie sociali: anziani over 65, famiglie con disabili e malati terminali, giovani coppie under 40 con figli, appartenenti alle forze dell'ordine, genitori separati o divorziati, persone sole con minori.

Naturalmente il fatto che gli italiani in difficoltà abbiano qualche diritto in più scatena l’indignazione del PD e del Movimento Cinque Stelle, che ancora una volta si schiera inequivocabilmente a sinistra, dalla parte degli immigrati. Cianciano di razzismo, di legge incostituzionale, di manifesto della discriminazione. Siamo alle solite, la sinistra ragiona così: ogni tentativo di tutelare gli italiani, per giunta poveri o in situazioni critiche, per loro diventa spregevole atto razzista. Lo stesso candidato del PD a sindaco di Genova, esponente dell’estrema sinistra (ex Sel) e assessore della fallimentare giunta Doria, Gianni Crivello, parla di legge “discriminatoria”.

“Noi siamo al servizio degli italiani, lui degli immigrati”, ribatte il capogruppo della Lega al Senato Gian Marco Centinaio: "Noi abbiamo un unico obiettivo: vincere le amministrative per lavorare al servizio dei genovesi nella totale trasparenza e legalità. Principi lontani al centrosinistra ligure che alla prova dei fatti negli ultimi anni si è distinto per l'opaca e pessima gestione della città. Crivello definisce la nostra riforma sulle graduatorie per le case popolari che tutela i genovesi in difficoltà pessima e discriminatoria. È incomprensibile a meno che lui non ambisca a diventare sindaco degli immigrati irregolari e degli abusivi. Non permetteremo che blocchino la rinascita di Genova. Illegalità, abusivismo, occupazioni, sporcizia con noi saranno solo un lontano ricordo. Il candidato Pd pontifichi d'accoglienza altrove, il degrado di questa splendida città è sotto gli occhi di tutti". Il leader della Lega Matteo Salvini ha commentato così la vicenda su Facebook: "Regione Liguria ha approvato, su proposta della Lega, la nuova legge sulle case popolari. Serviranno 5 anni di residenza in Liguria, e 10 anni di residenza in Italia, per avere una casa. Molto bene! La sinistra ci accusa di "razzismo", io invece penso sia giusto così: prima gli italiani!"


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