"tagliamo i genitali agli infedeli"

Terrorismo islamico, gli amici di Amri importavano kamikaze in Italia. Spacciandoli per profughi

"Bisognerebbe mettere la loro testa sul tagliere e via, colpire", postava il 37enne tunisino Mounir Khazri, di Latina. "Quando incontrate i miscredenti colpiteli al collo"

Redazione
Terrorismo islamico, gli amici di Amri importavano kamikaze in Italia. Spacciandoli per profughi

Foto ANSA

La rete italiana di Anis Amri, lo stragista del mercatino di Natale a Berlino ucciso (per caso) a Sesto San Giovanni, continua a fare scuola. Giovedì scorso i poliziotti dell'Ucigos hanno arrestato cinque suoi amici jihadisti (quattro tunisini ed un sedicente palestinese) tra Roma e Latina, beccati a scambiarsi via Web messaggi in cui inneggiavano alla guerra santa e allo sterminio degli infedeli, previa castrazione.


"Bisognerebbe mettere la loro testa sul tagliere e via, colpire", postava il 37enne tunisino Mounir Khazri, di Latina. Animo sensibile. "Quando incontrate i miscredenti colpiteli al collo", aggiungeva citando il Corano. Gli rispondeva un altro fine pensatore, Abdel Salem Napulsi, il palestinese accusato di "autoaddestramento con finalità di terrorismo", sul tablet 31 video tutorial che spiegavano come usare armi e compiere attentati.


"Tagliargli la testa e i genitali", rispondeva. Il team aveva messo in piedi una sorta di agenzia di reclutamento per aspiranti kamikaze, importati dalla Tunisia grazie all'immigrazione clandestina. Spacciandoli per profughi. Era tutto compreso, grazie all'aiuto dello scafista Akram Baazaoui: viaggio sotto le mentite spoglie di profugo in fuga, docimenti falsi, pranzi e persino il barbiere. Perché si sa, la barba fa tanto terrorista.


Per fortuna, continuano le retate di queste "nobili risorse" che più che "pagarci la pensione" sembrano più intenzionate a metterci a riposo, ma per sempre. Un cittadino marocchino residente in Italia è stato fermato all'alba di venerdì in Piemonte dai Carabinieri del Ros e da quelli del Comando provinciale di Cuneo per terrorismo. Al centro delle indagini, coordinate dalla Procura distrettuale di Roma, le "attività criminali" dello straniero, "fortemente indiziato", sottolineano gli investigatori, di istigazione a delinquere per finalità di terrorismo e di far parte di una associazione terroristica.


Il fermato si chiama Ilyass Hadouz, 19 anni, residente a Fossano, il comune del cuneese dove è stato bloccato dai carabinieri. Secondo gli investigatori il giovane marocchino, attraverso i suoi numerosi account social (Facebook, Instagram, Twitter) avrebbe portato avanti una "intensa propaganda jihadista" inneggiante al martirio, alla ricompensa che Dio concederà ai musulmani impegnati nel jihad, esaltando le gesta, il valore ed il coraggio dei "combattenti in nome di Allah", di cui sarebbe stato pronto ad emulare le gesta. Hadouzd si sarebbe radicalizzato in casa, attraverso video e frequentando chat integraliste.

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