dopo i turchi, i tunisini

Salvini alla Scala dei Turchi: "Finiscono qui gli sbarchi fantasma di chi esce di galera"

Il leader leghista: "Ecco la costa dove approdano centinaia di tunisini che usciti di galera arrivano in Italia. Perché qua colazione, pranzo e cena non si nega a nessuno”

Redazione
Bozza sbarchi fantasma

Salvini a Scala dei Turchi indica le coste degli sbarchi fantasma

Hanno detto no ad una "Sicilia carcere a cielo aperto della Tunisia", con il tacito assenso del PD (assente o complice), i militanti guidati da Alessandro Pagano della Lega-Noi con Salvini. Che lunedì hanno manifestato a Realmonte (AG) presso la Scala dei Turchi, la falesia sulle coste agrigentine immortalata da Andrea Camilleri nei romanzi del commissario Montalbano, "teatro negli ultimi mesi", spiega Pagano, "degli ormai famigerati sbarchi fantasma di tunisini clandestini ed ex galeotti".


Alla Scala dei Turchi si è recato oggi il leader leghista Matteo Salvini, nel suo tour siciliano a sostegno del candidato del Centrodestra Nello Musumeci (che per inciso si è detto fermamente deciso a bloccare questo sconcio), denunciando come la località, da meravigliosa meta turistica indicata come "Patrimonio dell'Umanità", sia stata declassata a centro di accoglienza, con il governo Crocetta che ha dato il via libera per adibire per gli immigrati un hotel situato a due passi dallo splendido tratto di costa che si distende tra Porto Empedocle e Realmonte. 


La Scala dei Turchi, ha incalzato il leader leghista, è “uno dei posti più belli del mondo, dove dovrebbero essere accolti i turisti, non clandestini: oggi è famosa per gli sbarchi fantasma di centinaia di tunisini che usciti di galera ovviamente dove vanno? In Italia, perché qua colazione, pranzo e cena non si nega a nessuno”. Ma c'è dell'altro.


"Nelle ultime settimane", spiega Alessandro Pagano, "abbiamo assistito infatti dalla Tunisia all'arrivo di centinaia di delinquenti appena usciti dalle carceri del proprio Paese a seguito delle amnistie concesse ultimamente. Persone sfuggite a qualsiasi tipo di controllo, per la cui maggior parte non si sa che fine abbia fatto una volta giunti in Italia. Una situazione che sta acuendo forti tensioni sociali. Basti pensare all'allarme lanciato di recente dal sindaco di Lampedusa sulla presenza di decine di tunisini violenti sull'isola, e a quello del procuratore di Agrigento Patronaggio sulla possibilità di infiltrati terroristi".


Pagano ricorda anche  l'episodio dei 40 tunisini che, "dopo essere sbarcati a Siculaina, hanno aggiunto la stazione di Agrigento, bivaccato e creato il caos devastando un convoglio in partenza per Palermo. Ci sono state anche cariche delle forze dell'ordine, costrette a intervenire. Non possiamo assistere a questo scempio della nostra terra. Il governo Gentiloni sta irresponsabilmente sottovalutando questo grosso e pericoloso problema, che rappresenta una nuova minaccia per tutto il Paese".

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