DUE PESI, DUE MISURE

Rubi per fame? Per immigrato senza fissa dimora non è reato, ma il pensionato italiano si becca 4 mesi

Giusto punire sempre e comunque chi infrange una norma di legge, ma lo stesso fatto non dovrebbe essere mai giudicato in maniera diversa

Fabio Cantarella
Rubi per fame? Per immigrato senza fissa dimora non è reato, ma il pensionato italiano si becca 4 mesi

Quattro mesi di condanna. E' la pena inflitta ad un pensionato di 63 anni di Massa, processato per aver rubato merce dagli scaffali di un supermercato del valore di 77 euro. Furto che peraltro non era riuscito a portare a compimento perché una volta arrivato alla cassa era stato fermato dagli uomini della vigilanza. Il pensionato, che ha altri processi simili in corso, rischia di finire in carcere e si è giustificato così: "Con la minima io e mia moglie non riusciamo ad arrivare alla fine del mese" http://iltirreno.gelocal.it/massa/cronaca/2017/07/23/news/ruba-cibo-al-supermercato-condannato-a-quattro-mesi-1.15649882).

Fermare il ladro? Condannarlo? Giustissimo! Le regole però dovrebbero valere sempre e per tutti. Senza eccezioni, allorché s'infrange una legge, a medesimo fatto dovrebbe corrispondere uguale esito giudiziale. Eppure non è detto che sia così.

Più di un anno prima, era il maggio 2016, la Corte la pensava diversamente. "Il fatto non costituisce reato". Con questa motivazione la Suprema Cassazione aveva annullato la condanna per furto inflitta dalla Corte di Appello di Genova a un giovane immigrato senza fissa dimora. Secondo la Corte Suprema, infatti, non era punibile chi, spinto dal bisogno, ruba al supermercato piccole quantità di cibo per "far fronte" alla "imprescindibile esigenza di alimentarsi". Secondo i supremi giudici quello commesso da Roman era un furto consumato e non tentato. Tuttavia, a loro avviso, "la condizione dell'imputato e le circostanze in cui era avvenuto l'impossessamento della merce dimostrano che egli si impossessò di quel poco cibo per far fronte ad una immediata e imprescindibile esigenza di alimentarsi, agendo quindi in stato di necessità". Così venne annullata senza rinvio la sentenza di condanna.

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