incitava al jihad sul web

Il pm: "È pericoloso". Ma il giudice lo rimanda a casa

Un marocchino del pisano, arrestato l'anno scorso dalla Digos perché invitava alla "guerra santa", è stato scarcerato e rimandato a casa con braccialetto elettronico. Anche uno dei fondamentalisti di Rouen ne aveva uno, mentre sgozzava un prete in chiesa

Redazione
Il pm: "È pericoloso". Ma il giudice lo rimanda a casa

Foto ANSA

L'avevano arrestato perchè sospettato di istigare al jihad attraverso Facebook, ma il giudice l'ha rimesso in libertà. Perché dire è una cosa e fare è un'altra. Secondo la legge il "reato di opinione" tale non è. E così Jalal El Hanaoui, marocchino di 25 anni, pasticcere di Ponsacco di Pisa, arrestato l'anno scorso dalla Digos, è stato rimesso in libertà. I suoi legali sostengono che non ha mai fatto male a nessuno né è stato trovato in possesso di armi; inoltre affermano che alcune preghiere o pareri politici sono stati "mal interpretati" dagli investigatori. E a dirla tutta, in effetti certe sue argomentazioni, su Facebook, sui terroristi che, secondo un altro punto vista, sono "eroi" che "combattono per la libertà" le abbiamo sentite dire mille e mille volte anche dalla Sinistra italiana. In tal caso ci sarebbe una buona fetta di radical-chic da incarcerare...

Ironie a parte, il 14 giugno scorso l'uomo è stato rimandato a casa, anche se con un braccialetto elettronico (anche i jihadisti di Rouen l'avevano; s'è visto a cosa è servito). Il pm si è appellato al Tribunale del Riesame sostenendo che "il soggetto sia molto pericoloso", ma - almeno per ora- il suo "Tenetelo in carcere" non è stato ascoltato. Nei prossimi giorni si saprà se per il giovane scatteranno i domiciliari o si riapriranno le porte del carcere. A Ponsacco la gente è incredula, "la sua famiglia era bene integrata", vi dicono. Ma per la Digos di Pisa non ci sono dubbi: "Istigava al terrorismo, ad abbattere i simboli occidentali. È pericoloso".


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