sosta imprudente

133 nomi in quattro. Nomadi con curriculum da tentati omicidi e rapine in villa

Erano fermi in auto fuori dal McDonalds di Milano Marittima, fermati casualmente per un controllo, tutti nomadi, uno dovrebbe essere in carcere a scontare 9 anni

Fabio Montoli
133 nomi in quattro. Curriculum da tentati omicidi e rapine in villa

Foto d'archivio

Erano parcheggiati tutti e quattro nella stessa auto fuori dal McDonald's di Milano Marittima. Tutti con una sfilza di precedenti penali da far rabbrividire, e soprattutto, con il record di 133 nomi falsi tra tutti e quattro, vale a dire circa 35 nomi ciascuno.

La figura di maggior spicco di questi è un croato, 35enne, senza fissa dimora, che ha quasi 9 anni di carcere da scontare per condanne passate in giudicato, tra cui numerose rapine in villa e un tentato omicidio. È stato quindi un servizio perlustrativo, molto proficuo, quello realizzato dai carabinieri  del Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Cervia – Milano Marittima. 

Tutto è iniziato quando i militari hanno proceduto al controllo di alcune auto in sosta nel parcheggio del Mc Donald’s di Mirabilandia. In particolare, a bordo di un’Alfa Romeo si trovavano 4 stranieri che, portati in caserma, all’esito degli accertamenti fotodattiloscopici, sono stati identificati: un 38enne, nomade italiano con 53 nomi falsi, un 18enne, nomade con 11 nomi falsi, nonché un nomade croato 17enne con 12 alias e, appunto il 35enne croato con la bellezza di 57 nomi falsi, tutti gravati da numerosissimi e gravi precedenti penali e di polizia, soprattutto per reati contro la persona ed il patrimonio, avvenuti tra la Lombardia, il Veneto e il Piemonte.

I primi tre sono nomadi stanziali nei campi nomadi dell’hinterland milanese di Muggiano e Baranzate di Bollate. Il 35enne è risultato gravato da due provvedimenti di cattura tuttora pendenti, tra cui un ordine di carcerazione emesso nel 2014 a Venezia, dovendo espiare una pena di 9 anni di reclusione per concorso nei reati di tentata rapina aggravata, tentato omicidio, lesioni personali aggravate e ricettazione di armi, commessi nelle province di Padova e Rovigo nel 2000, più un evasione, commessa nel 2006. Per questo provvedimento era stato spiccato mandato di arresto europeo. 

L’uomo è uno dei tre malviventi implicati nel sanguinoso assalto della sera del 12 marzo del 2000 alla villa di un noto commerciante d’abbigliamento di Monselice.  Il commerciante venne raggiunto da un colpo d’arma da fuoco, mentre la sua compagna fu trascinata e percossa. In quelle concitate fasi, il commerciante corse a prendere il fucile da caccia sparando alcuni colpi. Uno dei rapinatori venne ucciso ed un altro ferito. Per questo fatto furono arrestati e condannati in primo grado tre nomadi di etnia slava, accusati di tentata violazione di domicilio, tentata rapina, violenza privata, tentato omicidio e lesioni aggravate, ricettazione delle pistole usate nell’occasione e porto illegale delle stesse.

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