il golpe renziano

Riforma Renzi: solo un atto di forza del Premier

Stiamo parlando di un testo non scritto da un costituzionalista ma partorito dall’ex capo dei vigili urbani di Firenze. E al Presidente del Consiglio non gliene fotte niente di quello che contiene

Ennio Castiglioni - Comitato per il NO
Riforma Renzi: solo un atto di forza del Premier

Renzi "riformers" nei carri di carnevale

La riforma di Renzi, che trasforma il senato in un dopolavoro per sindaci e consiglieri regionali, è stata approvata da un Parlamento illegittimo, eletto con una legge elettorale dichiarata incostituzionale da una Corte che ha testualmente dichiarato che si era “rotto il rapporto di rappresentanza”. Stiamo parlando di un testo non scritto da un costituzionalista ma partorito dall’ex capo dei vigili urbani di Firenze, Antonella Manzione. Che non sarà preso realmente in considerazione, perché al Presidente del Consiglio non gliene fotte niente di quello che contiene. Per Renzi non è una riforma ma un atto di forza da mettere sul tavolo: con me o contro di me!

Il premier dichiara che se dovesse perdere il referendum si dimetterà. Come tutti sappiamo non c’è nessun nesso tra governo e referendum. Si tenta però di intimorire chi volesse votare No. Perché, si sa, dopo Renzi può esserci solo il diluvio! (dice lui). Dello stesso parere il poco autorevole e competente ministro per le Riforme Costituzionali (sic!) Maria Elena Boschi. Tra coloro che si sono schierati contro la riforma ci sono 11 ex presidenti della Corte costituzionale, 5 ex vicepresidenti e un giudice.

Giustamente Matteo Salvini ha scritto nel suo Secondo Matteo: "La controriforma Renzi, che smantella tutte le autonomie, rischia di farci precipitare non tanto nella terza, quanto piuttosto nell’ultima Repubblica. Quella in cui rimarranno in piedi solo delle istituzioni relitto, parole svuotate di ogni possibilità di intervento autonomo, mentre tutto il potere si coagulerà nella filiera delle prefetture, la stessa che oggi disciplina la gestione dei profughi senza alcuna trasparenza, a colpi di affidamenti diretti, con infiltrazioni mafiose di cui probabilmente le inchieste giudiziarie non ci hanno raccontato che la punta dell’iceberg".


"Fortunatamente i padri costituenti, che venivano da vent’anni di dittatura e conoscevano molto meglio di noi i pericoli delle riforme legali a colpi di maggioranza, hanno previsto il passaggio referendario per le modifiche della Carta costituzionale. Quello sarà il giorno dei giorni per la nostra democrazia, perché saremo chiamati a decidere non tra destra e sinistra, ma tra democrazia e servitù, tra autonomia e assistenzialismo, tra territori e palazzi, tra produttori e parassiti", ha concluso Salvini.


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