Bucci ordina il distacco degli allacci

Genova, cambia il vento: dopo 20 anni nomadi costretti a pagarsi la corrente

Con le amministrazioni di centro-sinistra, i genovesi saldavano le utenze Enel del campo rom di Bolzaneto. Salvini: "Anche a Genova, con la Lega si cambia!"

Redazione
Genova, il vento è cambiato: nomadi costretti a pagarsi la corrente dopo 20 anni

Il Campo di Bolzaneto, Bucci e Salvini

A Genova il vento è proprio cambiato, dopo la conquista del Municipio da parte della coalizione di centrodestra a trazione leghista. L'hanno capito anche i nomadi che stazionano nel campo di Bolzaneto i quali, dopo aver scroccato per 20 anni l'energia elettrica grazie alla compiacenza delle amministrazioni comunali di centro-sinistra, ora saranno costretti a pagarsi allacciamenti e bollette, come tutti gli altri cittadini genovesi. Il sindaco Marco Bucci ha infatti ordinato il distacco delle utenze Enel ai sinti, che per un ventennio hanno utilizzato la corrente a sbafo senza versare nulla a nessuno.

Mercoledì mattina i tecnici hanno staccato gli allacci per le utenze presso la comunità sinti del campo di Bolzaneto. La decisione, sollecitata da consiglieri comunali e assessori leghisti, è stata condivisa personalmente anche dal nuovo sindaco, pertanto la comunità sinti dovrà imparare a pagarsi l'elettricità dopo 20 anni di utilizzo gratuito a spese dei cittadini genovesi. All'operazione di distacco delle utenze hanno collaborato le forze dell'ordine (Carabinieri, Polizia di Stato e Digos con funzioni di prevenzione e indagine) coordinate dalla Polizia Municipale.

Il primo contatto tra Comune e sinti per mettere fine a quello che era un inaccettabile privilegio risale a circa un mese fa, quando l'amministrazione aveva proposto ai "rappresentanti" del campo nomadi l'applicazione di una tariffa forfettaria, non soggetta alla rilevazione dei consumi reali e quindi inferiore a quanto dovuto, ma i sinti avevano rifiutato. Nel campo di Bolzaneto, quartiere diventato celebre per quanto avvenuto nella scuola Diaz durante il G8 del 2001, abitano circa 50 nuclei familiari, in tutto circa 140 nomadi "stanziali", che ufficialmente fanno in prevalenza i giostrai.

L'intervento definitivo grazie al quale da oggi i genovesi non dovranno più sobbarcarsi il costo dell'elettricità regalata ai nomadi mette fine a un privilegio durato 20 anni, voluto dalle precedenti amministrazioni comunali di centro-sinistra. Soddisfatto per il ripristino della normalità anche Matteo Salvini, che ha così commentato l'avvenimento sulla propria pagina Facebook: "Anche a Genova, con la Lega si cambia!". Tempi duri per gli scrocconi, quindi, e un chiaro segnale a tutti coloro che per anni hanno campato alle spalle dei genovesi, grazie alla compiacenza di amministrazioni comunali "buoniste".

Lo scorso 6 marzo, Carabinieri e Fiamme gialle avevano eseguito due maxi sequestri per un totale di circa 9 milioni di euro proprio nel campo rom di Bolzaneto. Il provvedimento riguardava tredici nuclei familiari di origine sinti: le forze dell'ordine hanno messo i sigilli a numerosi beni e proprietà di lusso che non erano in linea con le condizioni di vita all'interno di un campo nomadi: ville, vari immobili, automobili e caravan ma anche quote di società, conti correnti bancari e persino una lussuosa dimora in Sardegna e una in Svizzera provento di attività criminali, come i furti nelle case.

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