Record di stupri e violenze

Svezia, il paradiso che l'immigrazione ha trasformato in un inferno

Nel Paese esistono 61 "No go zone", territori fuori dal controllo dello Stato dove non entra la polizia e dove domina la Sharia, la legge islamica fatta rispettare dalle baby gang

Redazione
Svezia, il paradiso che l'immigrazione ha trasformato in un inferno

Islamici bruciano bandiera svedese

La Svezia era il Paese modello d’Europa, prima che l’immigrazione incontrollata lo trasformasse in uno Stato dove esistono 61 “no go zone”, territori dove non solo la polizia ma persino le ambulanze o i vigili del fuoco faticano ad entrare, e dove spesso vige la Sharia, la legge islamica fatta rispettare dalle baby gang di immigrati. Un Paese dove molteplici territori sono fuori dal controllo delle istituzioni.

Un Paese che ha il record europeo di stupri, dove violenza e criminalità, quasi sempre ad opera di stranieri, sono all’ordine del giorno. Nel rapporto annuale sui crimini violenti c’è il racconto di un degrado inconcepibile. Aumentano gli attacchi alle forze di polizia, con caserme colpite da granate e altre armi da guerra. La polizia di Stoccolma ha ammesso che l’incremento di crimini violenti come stupri e omicidi è tale che le statistiche in merito segnalano i massimi storici.

I reati collegati alla piaga delle gang sono ascrivibili al 90% a individui di origine straniera. Eppure dal 2016 la Polizia svedese evita di rendere note origini o nazionalità di sospetti o colpevoli in modo da non “fomentare il razzismo”. A metà gennaio, il primo ministro Stefan Löfven ha descritto la tragica situazione in cui versa il Paese scandinavo: "Interi quartieri dominati dalle gang islamiche, in cui non mettono piede né la polizia, né altre strutture istituzionali come i vigili del fuoco, i vigili urbani, le ambulanze".

Il governo, dispiegando l’esercito, per la prima volta dalla seconda guerra mondiale, si appresta a distribuire manuali di autodifesa a circa 4,7 milioni di famiglie, avvertendole sul possibile insorgere di un conflitto. Ancora il premier svedese: "Lo scorso anno si sono verificate 300 sparatorie, 40 persone sono rimaste uccise. Il nuovo anno è iniziato con nuovi assalti. Ci sono criminali con totale mancanza di rispetto per la vita umana, è una dinamica terribile, sono determinato a imprimere una svolta alla situazione". L’immigrazione incontrollata genera queste catastrofi, avvisate i buonisti.

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