ha ragione il don o il capitano?

Presepe e immigrati: "salviniano" è peccato?

Il presepe non ha nulla a che vedere con le presunte discriminazioni razziali che esistono solo nella mente dei buonisti e di chi fa propaganda elettorale

Alfredo Lissoni
Presepe e immigrati: "salviniano" è peccato?

Hanno ragione i milioni di italiani che plaudono a Salvini per quel Decreto sicurezza che mette fine all'invasione indiscriminata delle nostre città, senza che ci si possa difendere (perché qualcuno è subito pronto ad invocare "l'eccesso di legittima difesa", quasi fossimo tutti dei Bruce Lee in grado di fronteggiare con lucidità e controllo le aggressioni ormai all'ordine del giorno) o quel prete padovano che accusa di ipocrisia che fa il presepe ma non vuole gli immigrati?

Perché chi scrive, forte dei suoi trascorsi di insegnante abilitato all'insegnamento della religione nella propria classe, ricorda che il presepe non ha nulla a che vedere con le presunte discriminazioni razziali che esistono solo nella mente dei buonisti e di chi fa propaganda elettorale; il presepe fu inventato da San Francesco per combattere gli eretici. E oggi qualcuno, in ambito vaticano, dovrebbe riflettere di fronte all'avanzare (teologico) di ciò che un tempo veniva guardato con sospetto, persino con eccessivo sospetto, mentre oggi passa tutto - e sin qui nulla di male - e viene spacciato da certi preti come "cattolicesimo". Quando invece le differenze religiose esistono, eccome. 

Perché gratta gratta, l'annosa polemica sui presepi è la stessa dei crocifissi. "Danno fastidio alle altre religioni" (a una, in realtà, l'Islam). Almeno così si dice. Perché nella realtà al mondo islamico non importa nulla di ciò che appendiamo nelle aule delle nostre scuole o allestiamo tra le pareti delle nostre case. E allora, ecco il relativismo: tutte le religioni sono uguali, sullo stesso piano, "tutte vie par arrivare a Dio". Se quest'ultima posizione alla Chiesa sta bene, figuriamoci a me, che mi professo laico e ateo, o quanto meno non mi riconosco in questa Chiesa che, a differenza di quanto accadeva con papa Ratzinger, cede alle seduzioni di mettere le religioni tutte sullo stesso piano.

Se sta bene alla Chiesa, ribadisco, sta bene anche a me. Indubbiamente trovo più seducente un aldilà con 70 vergini che un paradiso ove si passa il tempo a cantar le lodi a Dio. Ma siamo sicuri di star agendo nel miglior interesse dei credenti? Perché se le religioni sono tutte uguali, i "prodotti" sono analoghi stile quelli esposti sugli scaffali di un supermarket, perché dovremmo scegliere il cattolicesimo e non un'altra confessione? E perché l'offerta dovremmo farla allora al prete e non all'imam o al rabbino?

E allora perché, se così fosse, la Chiesa tuonava in passato per la conversione del calciatore Roberto Baggio al buddhismo, accusato di portar via fedeli al Vaticano, quando invece nulla dice del ben più coriaceo Islam? Forse per paura? E soprattutto, Salvini e la politica sulla sicurezza, che mai ci azzeccano con tutto ciò?

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