viaggio nel mondo dell'animismo africano

Il vudù dietro la morte di Pamela Mastropietro? Occorre sapere che...

Vudù, umbanda, candomblé, santeria, Palo mayombe sono sono alcuni dei culti sincretici con cui l'Occidente accogliente dovrà confrontarsi negli anni a venire. Le credenze sono tra noi...

Alfredo Lissoni
Il vudù dietro la morte di Pamela Mastropietro? Occorre sapere che...

Un rituale di santeria cubana

Il vudù dietro la morte di Pamela? In realtà parlare di vudù è riduttivo, dato che i riti che prevedono l'asportazione di organi interni (cuore e intestino, come nel caso della ragazza uccisa e mutilata a Macerata), solitamente per fini di cannibalismo fanno più parte della brujería, o stregoneria, vale a dire la forma "deviata", satanica, della santeria caraibica e del vudù haitiano praticato dai "bokor", gli stregoni "neri" che anziché spiriti (loa, orixà) e santi invocano i demoni come il Dio Serpente Damballah e gli spiriti malvagi Exù e Pomba Gira, l'equivalente del diavolo e della sua perversa consorte. Il fatto che l'assassino abbia usato della candeggina per ripulire il cadavere, da cui avrebbe asportato il pube, in quest'ottica si può leggere non solo nel tentativo di rimuovere tracce di DNA, ma anche di voler cancellare i simboli magici e rituali di cui i satanisti africani ricoprono le vittime sacrificali. Occorre dunque distingue tra riti sacrificali "bianchi", cioè buoni, e "neri", nel senso di magia nera.


Giusto per intenderci, il vudù è una religione afroamericana sincretica, che mixa cioè elementi da varie religioni ed il cui nome significa "spirito", "divinità", o ancor più letteralmente "segno del profondo", perché crede che gli spiriti siano tra noi e possano possederci. I sacrifici rituali nel vudù comportano solitamente animali, principalmente galline. La religione vuduista attuale combina elementi ancestrali estrapolati dall'animismo tradizionale africano che veniva praticato nel Benin prima del colonialismo. L'idea di mangiare il cuore di una vittima fa ormai parte dei riti satanici, sia di quelli africani che di quelli messicani (pratica tuttora in uso presso i narcotrafficanti, che in questo modo sperando di essere protetti dalle cacce della polizia). Questo è il caso della povera Pamela? È stata vittima di un rito tribale? Non si può escludere.


Oggi il vudù "buono" è praticato da circa sessanta milioni di persone in tutto il mondo, ed ha recentemente acquisito il privilegio di essere riconosciuto come religione ufficiale in Benin, dove è fiorentemente organizzato in una Chiesa alla quale aderisce l'80% della popolazione, e ad Haiti dove è praticato da gran parte della popolazione. La magia nera o la credenza negli zombi (in realtà poveri dementi drogati con il veleno del pesce-palla) sono solo aspetti "minori" di questa religione, ma esistenti, così come il satanismo è solo una costola del cristianesimo (nel senso che i satanisti credono nel Dio biblico ma preferiscono adorare la sua controparte) eppure è tuttora praticato, si pensi al caso delle Bestie di Satana, peraltro adepti di una pseudoreligione molto rozza e con elementi inventati (parrà strano, ma in California, ove i buonisti permettono ogni culto, esiste anche un rituale demoniaco codificato dal 1966, la Bibbia di Satana del "sacerdote nero" Anton La Vey).


Tornando allo spiritismo africano, c'è poi la santeria, nata dal sincretismo di elementi della religione cattolica con altri della religione tradizionale yoruba, praticata dagli schiavi africani e dai loro discendenti a Cuba, in Brasile, Porto Rico, Repubblica Dominicana, Panama e anche in luoghi con molti immigrati latinoamericani negli Stati Uniti. Affine a culti animistici come Candomblé e Macumba brasiliani e vudù haitiano, i suoi adepti sostengono di non praticare la magia nera, ma solo quella bianca. Ma nella Macumba le fatture a morte (macumbe, appunto) sono pratiche note (solitamente con wanga, cioè con bamboline contenenti sangue o capelli della vittima, o con cuori di animali con la foto della persona da colpire trafitta da spilloni).


E c'è il Palo Mayombe, o "le Regole del Congo", uno stretto gruppo di religioni africane di origine Bantu che gli schiavi dell'Africa Centrale importarono soprattutto nelle isole di Cuba e Porto Rico. Il sacerdote ha le conoscenze e l'abilità per interagire con le forze della natura, attraverso la Prenda, una sorta di feticcio composto da un contenitore, le ossa di un morto, sperma, sangue, terra e foglie a cui ci si riferisce a volte con il nome di Nganga, Nkiso o Cauzela. Lo "ngangulero" instaura un dialogo con il morto che continua ad abitare nella Prenda e lo asseconda nutrendolo con il sangue di sacrifici animali (come polli o lucertole); in cambio il morto obbedisce allo stregone e lo protegge dal male.

Ed infine, il culto degli spiriti brasiliani. In nessun Paese del mondo lo spiritismo ha mai ottenuto grande fama e fortuna come in Brasile. In questo immenso stato, fra i più popolosi e poveri del mondo, si mescolano con grande noncuranza antico e moderno, povertà e ricchezza, scienza e superstizione. E la credenza nel mondo degli spiriti, gli orixàs, trova un terreno fertilissimo. Per i moderni discendenti degli indios amazzonici e degli schiavi neri importati dall’Angola o dal Dahomey vivere gomito a gomito con gli spiriti, che sono visti come compagni di viaggio, è perfettamente normale. E per questo c’è una ragione storica. Importanti città come S.Salvador de Bahia sono state edificate da quegli schiavi e da quegli immigrati giunti da tutto il mondo con il proprio bagaglio culturale e religioso spesso molto primitivo. Lo spiritismo brasiliano trae difatti le proprie origini dai culti animistici africani, dal vudù al candomblé alla umbanda, che contemplano l’esistenza di un mondo parallelo accanto al nostro, popolato da orixàs per lo più benevoli ed identici ai numi tutelari del focolare degli antichi romani e agli antenati dei taoisti cinesi. Intermediari fra l’uomo e gli spiriti sono i medium, che in Brasile sono moltissimi, i babalao, i babalorixàs, i mestres ed i "figli del santo".


Gli spiriti, da parte loro, possono comunque decidere di possedere chiunque, in qualsiasi istante e a proprio piacimento. Questa possessione, ereditata dai culti vudù, non ha nulla a che fare con quella diabolica tipicamente cristiana, ed è una sorta di trance indotta. Queste credenza sono così forti e radicate da non essere state scalfite dal cristianesimo. Anzi, per contro, le figure tradizionali della nostra religione, Gesù, la Madonna e soprattutto i santi (per i brasiliani, molto affini agli orixàs) sono state subito adottate e personalizzate, entrando nel sincretico pantheon locale. S.Pietro, custode delle chiavi del paradiso, diventa così Exù das Sete Caveiras, Exù dai sette teschi, signore dei cimiteri, che può essere buono o cattivo a seconda se a invocarlo sia un mago "bianco" o uno stregone "nero" (riferito non al colore della pelle, ma al tipo di magia rituale praticata). E Gesù Cristo viene identificato in Trancarua das Salmas, a detta dello studioso brasiliano Fernando Portugal "uno dei più potenti spiriti che da sempre abita questa terra, con il compito di mediare fra la popolazione di schiavi africani e gli afrobrasiliani".


Queste credenze sono tipiche del candomblé, una religione magica di origine africana particolarmente radicata a Bahia, ove è praticata come una professione riconosciuta dallo stato da ben dodicimila persone (più cinquemila clandestini). Il sacerdote del canbomblé è un miscuglio fra il prete cristiano, il mago ciarlatano, il medium ed il guaritore. Ci vogliono sette anni di scuola prima di poter gestire una Casa dos Santos, una sorta di casa-chiesa "abitata dagli spiriti".

La Casa dos Santos è un normalissimo appartamento con bagno, sala e cucina, ma è anche un luogo sacro ove non tutti hanno accesso e dove ogni stanza ha una sua funzione religiosa. Casa Branca è il più antico terreiro di Bahia. Nel soggiorno vivono in clausura, per 21 giorni, le novizie del culto del candomblé; nella cucina viene preparato ritualmente il cibo per gli orixàs, in genere sangue di uccelli e di piccoli animali, che viene consumato dagli spiriti attraverso il medium, che mangia tutto. Durante queste cerimonie lo spirito o il santo, attraverso il medium, diventa signore e padrone della situazione. Ordina, decide, amministra la legge. Tutto gli è permesso e consentito in quanto dio, anche possedere una donna davanti al proprio marito. Il che spiega il proliferare di ciarlatani che si fingono posseduti dall’orixà.

Questi riti animistici sono tra noi più di quanto si pensi. Il padre dell'ex ministro Cécile Kyenge, Kikongo, ne praticò uno, un rito esorcistico "bianco", convinto che in un esponente della Lega albergasse uno "spirito malvagio". La Boldrini direbbe che anche noi dobbiamo accettare questi stili di vita...




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