Dalla empatia alla minaccia; perché il pet è aggressivo

Anche il cucciolo domestico può incorrere in atteggiamenti reattivi che provocano lesioni alle persone

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Stefania Genovese

Stefania Genovese

Stefania Genovese, laureata in psicopedagogia e filosofia, ha ricevuto il premio internazionale "Zurich" dell'Università di Barcellona, per la sua tesi di laurea di indirizzo epistemologico sulla creazione dei miti moderni.

Autrice di programmi radiofonici sugli animali e curatrice di rubriche dedicate ai bambini. Ha diretto la rivista astronomica Kosmos e ha scritto numerosi articoli di divulgazione psicologica e scientifica sulle principali riviste italiane.

Tommy

Ai nostri giorni, è doveroso costruire con il proprio cane un rapporto simbiotico e collaborativo che porti ad una intesa positiva e costruttiva, soprattutto arricchente per entrambi i protagonisti. Ma non è sufficiente nutrire affetto per il proprio animale da compagnia, perché nonostante una presunta empatia ed una socializzazione solo all'apparenza ben riuscita, tra uomo e cane spesso si celano delle incomprensioni interpretative, dei fraintendimenti o anche delle superficialità che possono provocare situazioni di disagio e di conflitto.

Perciò è necessario che il proprietario del cane sia incentivato ad essere responsabile ed informato sugli aspetti giuridici: e soprattutto consapevole delle sue scelte cinofile. Tutelare dunque la salute ed il benessere del proprio pet, ed anche l'incolumità personale e pubblica, è un dovere ineludibile proprio per prevenire eventuali comportamenti pericolosi e dannosi da parte dello stesso cane. Per questo motivo varie città italiane hanno già predisposto dei corsi con rilascio di patentini ai proprietari di cani. Non dobbiamo dimenticare che il nostro fedele amico a quattro zampe viene da secoli di comportamento cooperativo con noi: ed il suo agire è proprio il risultato di svariate condizioni sociali ed ecologiche, sviluppatesi proprio in virtù del fatto di essersi trovato a vivere sempre più a stretto contatto con l'uomo.

Questo fattore ha comportato che esso diventasse sempre meno dipendente dal proprio gruppo nella caccia, ma iper-associativo verso di noi, nonché desideroso di uno stretto contatto fisico con la nostra specie. Tuttavia non sono rari i casi in cui, cani di famiglia, attaccano, apparentemente senza motivo, i propri compagni umani; un comportamento che pare assurdo ed inspiegabile ma che ha delle cause profonde. Molto spesso tra i cani maggiormente responsabili di morsicature e aggressioni troviamo i molossidi e ciò che sconcerta maggiormente è il fatto che la maggior parte di queste reazioni negative e pericolose avvengono all'interno di contesti domestici come recinti, giardini e nella stessa dimora.

Ciò avviene perché proprio in questo contesto ristretto si sviluppa un impasse nel rapporto uomo-cane, una sorta di rotta di collisione; infatti proprio in quell'attimo emergono tutte le contraddizioni dello stare insieme, cagionate da una serie di incomprensioni fattive generate da una fondamentale ignoranza e diseducazione da parte dello stesso proprietario. Perché purtroppo chi adotta un cane è spesso impreparato ad evitare certe situazioni come quella della aggressione, che è sempre il risultato di errori e disinformazione.

Non tutti i cani, tuttavia, sono uguali; ed è superfluo istituire black list per etichettare razze più o meno pericolose, in quanto ogni razza infatti richiede specifiche attenzioni educative e di gestione. Conseguentemente è quanto mai corretto essere sensibilizzati e consapevoli su quale tipo di cane venga introdotto nel nucleo famigliare. Non solo: i processi di antropomorfizzazione, l'idealizzazione del cucciolo di cane come un peluche, o come sostituto di un personaggio animato, innescano le basi per una relazione deviata ed incompleta. Ne consegue che troppe volte, emerga una banalizzazione nella relazione uomo e cane, per cui è necessario conoscere ed educare il proprio cane, rifuggendo da emotività ed approssimazione.

Un cane, mai, si sceglie superficialmente per "vezzo" o per "moda", eludendone l'indole. Perciò, per prima istanza, è necessario reperire tutte quelle informazioni che consentano di ridurre al minimo i rischi di lesioni a cose ed aggressioni agli umani da parte del proprio cane, a prescindere dalla razza di appartenenza. Ed in questo caso occorre affidarsi a persone come gli addestratori e gli educatori che mostreranno al proprietario del cane il modo corretto di agire con il proprio pet, e come orientarsi sulle sue caratteristiche fisiologiche, promuovendo le capacità di accompagnarci in tutte le situazioni sociali. Proprio per questo si selezionerà un percorso educativo non standardizzato, che terrà presente la tipologia del cane ed anche la personalità del suo compagno umano, per conseguire una interazione adeguata e positiva, un rapporto dinamico ed equilibrato, deprivato dall'insorgenza di condotte sgradite.

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