il potere crepuscolare di certa informazione

Bufale nel web, l'ultimo nemico dei radical-chic

Giornaloni e televisioni con personale strapagato sarebbero depositari della verità, dell’attendibilità, dell’obiettività, mentre i rozzi pallonari navigano in rete

Ennio Castiglioni
Bufale sul web

Siamo al delirio. Dopo la vittoria di Brexit, il successo di Donal Trump negli Stati Uniti e la chiara affermazione del No al referendum, un bel tre a zero del Popolo sulle élite, qualcuno sta perdendo a testa. Non ci si è chiesti quali fossero le colpe del “burosauro” Unione europea che hanno spinto gli inglesi a votare per l’uscita, non si è analizzata la vetustà politica della candidata contro Trump, non si è ammesso di aver proposto una modifica della Costituzione orrenda, ma si è preferito trovare un colpevole buono per tutte le stagioni: le notizie false sul web. Insomma le bufale!

Giovanni Pitruzzella, inutile presidente dell’inutile Antitrust, in un’intervista al Financial Times e in una lettera pubblicata sul Corriere della Sera, ci spiega come sia necessario un filtro per contrastare le “bufale” sul web. Nello stesso senso si sono mossi Sergio Mattarella e il guardasigilli, Andrea Orlando, mentre il presidente emerito, Giorgio Napolitano ha tuonato: “Bisogna reagire a questa ondata semplificatrice e in sostanza mistificatrice del cilc”. Mon dieu!

Quindi giornaloni e televisioni con personale strapagato sarebbero depositari della verità, dell’attendibilità, dell’obiettività, mentre i rozzi pallonari navigano in rete. Vediamo un po’…

Dopo Brexit doveva crollare il mondo, la Gran Bretagna doveva andare verso anni di guai cadendo in una forte recessione a cui sarebbe seguito il crollo della Borsa. Ora il Fondo Monetario Internazionale ci dice che quest’anno il Pil britannico crescerà dell’1,8%, quindi il miglior risultato del G7, e la Borsa sta volando.

Dopo l’elezione di Trump, definito un bullo narcisista, uno xenofobo e un ignorante assoluto, promotore di fantasie paranoiche, ci si aspettava solo che schiacciasse il famoso bottone rosso per scatenare una guerra nucleare. Oggi, non ancora insediato, si è mosso con capacità nella questione israeliana ed ha convinto la Ford a recedere dai piani per la costruzione di una nuova fabbrica in Messico. Bravo Donald!

In un lavoro dell’ufficio studi di Confindustria, puntualmente pubblicato con enfasi dal Sole 24 Ore, si prevedeva in caso di vittoria del No una situazione di caos politico. Aumento della spesa per interessi legata al finanziamento del debito pubblico, fuga di capitali, tre anni di recessione e 258 mila posti di lavoro in meno con un differenziale di 677. È passato solo un mese è già più nessuno si azzarda a dire simili castronerie.

C’è un mondo dell’informazione colluso con un potere crepuscolare che vuole difendere i propri privilegi con le unghie e con in denti, arrivando ad invocare la censura. La censura! Chiaro che sul web circolano tante stupidaggini, ma è solo aumentando le fonti di informazione che si può pensare di averne una libera e credibile. Il fine dei nostri soloni è invece quello di controllare il flusso delle notizie per influenzare il voto e cristallizzare ogni forma di potere

Informiamoci ovunque con ogni mezzo utile e con il dovuto spirito critico. Poi magari qualche giornale lo usiamo per incartare il pesce o pulirci il culo!

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