Intervista alla scrittrice esperta di Islam

Iran, Souad Sbai: "Vergognosa Mogherini. Indossa il velo mentre il regime arresta chi se lo toglie"

"La ragazza simbolo della rivolta è stata arrestata per essersi tolta il velo, e noi abbiamo donne politiche di sinistra che lo indossano: il messaggio che mandano alle musulmane in lotta per la libertà è devastante". Pubblichiamo la lettera aperta alle autorità iraniane

Marco Dozio
Iran, Souad Sbai: "Vergognosa Mogherini. Indossa il velo mentre il regime arresta chi se lo toglie"

Souad Sbai, scrittrice e giornalista di origine marocchina, impegnata nella difesa dei diritti delle donne contro la prevaricazioni dell’Islam radicale, ha firmato, insieme ad alcune organizzazioni internazionali, una lettera aperta (pubblicata al termine dell'intervista) rivolta alle autorità iraniane impegnate nella repressione della rivolta.

Qual è la situazione in Iran? I pasdaran hanno annunciato che la ribellione è stata sconfitta.
"Mentono, perché la rivolta è in atto anche in queste ore, tant’è che alcuni governanti sono scappati in aereo temendo conseguenze per la propria incolumità. Chi è rimasto sta massacrando il popolo. Il Paese sta lottando, in piazza anche le donne combattono contro le forze del regime".

Come giudica la reazione dell’Unione europea?
"Vergognosa. Il silenzio dell’Ue è assordante e colpevole. Per le primavere arabe orchestrate dai Fratelli Musulmani con il supporto delle lobby iraniane, l’Ue si è mossa immediatamente, il mondo politico e mediatico si è schierato con vigore nel modo che sappiamo. Ora nulla. Evidentemente 26 morti e 500 arresti non smuovono la coscienza di lorsignori".

In particolare la colpisce il comportamento del commissario europeo Mogherini?
"Stiamo parlando del ministro degli esteri dell’Ue che si è presentata in Iran indossando il velo, e che si è abbassata quasi a baciare, con deferenza, l’autorità fondamentalista e dittatoriale. Gesti di sottomissione contrabbandati per rispetto della cultura altrui".

Il simbolo della ribellione in Iran è la ragazza che si toglie il velo e lo sventola pubblicamente per sfidare il regime.
"Quest’immagine, da sola, spiega quanto sia stato vergognoso il comportamento della Mogherini, che ora si guarda bene dal prendere posizioni decise e incisive, limitandosi a flebili dichiarazioni di prassi. Quella ragazza, per essersi tolta il velo, è stata arrestata e condotta in un carcere militare. Ora la stanno torturando".

In Italia molte politiche di sinistra, al cospetto di leader islamici o esponenti della comunità islamica, indossano il velo.
"Mogherini, Bonino e Boldrini lo indossano, mentre nei paesi e nelle comunità musulmane molte donne lottano per levarselo. Una contraddizione evidente e pericolosa. Il messaggio che queste politiche di sinistra mandano alle musulmane in lotta per la loro libertà è devastante. Poi parlano di diritti delle donne..."

In proposito ha un aneddoto sulla Boldrini?
"Il presidente della Camera è arrivata a indossare il velo persino per visitare la moschea di Roma. E l’ha indossato anche in Marocco, tra lo stupore delle ministre marocchine senza velo, le quali, vedendola scendere dall’aereo così acconciata, si sono spaventate chiedendosi a quale religione appartenesse, visto che loro, da musulmane in un paese musulmano, il velo non lo portano. Io sono stata recentemente a Dubai, invitata a parlare alla televisione governativa, e nessuno si è azzardato a chiedermi di indossare il velo".


                                                               
LETTERA APERTA 

Alla Guida Suprema della Repubblica islamica dell'Iran Ali Khamenei e al Presidente Hassan Rouhani

"Avete spezzato le richieste di libertà, ancora una volta. Avete tagliato le ali del vostro popolo. Dal 1979, quando vi siete appropriati della mente e della vita di un popolo intero avete reciso i legami di una terra antica e sapiente con il proprio futuro. Avete preso tutto, stritolato anime e pensieri, desideri e visioni: con la forza e la repressione avete costretto un popolo intero al silenzio e all'obbedienza sotto la minaccia della paura. Anche questa volta, come mille altre avete vinto. Con gli arresti di massa, con le sparizioni, con i corpi esanimi a terra nelle piazze, con internet e i social newtorks oscurati, con il bavaglio ad ogni livello. Stroncando ogni possibilità di comunicare una rivolta che è stata bollata come sovversiva, di poco conto, eterodiretta.

Ma c'è un senso profondo che non riuscite a soffocare, che racconta l'obiettivo di questa protesta: voi. Il vostro aver scippato la forza viva del Paese, in ossequio ad una visione intransigente e oscurantista della società e della vita, i silenzi conniventi grazie ai quali da quarant'anni una cappa mortale toglie il respiro a donne, intellettuali, dissidenti, giornalisti, scrittori. Alcuni scappati, altri spariti, altri chissà.

Qualcuno in Occidente prova simpatia, quasi ammirazione per il vostro regime. E per i vantaggi dell'esservi amico. E quindi tace, acconsente, accompagna la giovane senza hijab in carcere, la fa accomodare e le stringe la mano. Poi chiude la porta e se ne va, senza chiedersi se sia viva, quali siano le sue condizioni e se potrà raccontare un giorno quelle ore di libertà. Pagate a caro prezzo, questo è certo. Lei non c'entra con le proteste, hanno detto qui nel civile Occidente. Per noi sì, invece.

Perché è un simbolo di capelli al vento e di sguardo senza paura. Che spiega senza parlare come ormai siano i fondamenti della rivoluzione del 1979 ad essere in discussione, insieme a coloro che oggi li rappresentano. Le acque sono ancora agitate, nonostante i vostri proclami di vittoria, di aver sconfitto la sommossa.

Una protesta finisce, mentre un'altra inizia il suo periodo di gestazione per prendere vita chissà quando, chissà dove, chissà da chi. Questa è la radice che non si può estirpare con la forza né con la repressione. Non potete fermare il vento. Le vostre mani, quando la clessidra del tempo avrà fatto il suo corso, non basteranno più".

Firmato:

Souad Sbai 

International Centre for Tolerance

Iranian Organisation for Freedom and Democracy

ACMID DONNA ONLUS

COMITATO DONNE ITALIANE

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