Il business dell'accoglienza

La prefettura de L'Aquila: pronti ad ospitare altri duemila clandestini

Da due anni l'emergenza immigrazione coinvolge l'Abruzzo. In obbedienza ai voleri del governo, previsti 500 nuovi aspiranti profughi per ogni provincia

Redazione
La prefettura de L'Aquila: pronti ad ospitare altri duemila clandestini

Un barcone soccorso dalla Marina Militare. Foto ANSA

La prefettura dell'Aquila, che coordina le altre della regione, sta emanando i nuovi bandi per l'accoglienza nelle strutture sul territorio, come richiesto dal Viminale e come stanno facendo anche le altre diramazioni territoriali del Viminale. L'Abruzzo, che negli ultimi due anni è diventato una delle mete preferite dagli scafisti, attende nei prossimi giorni l'arrivo di duemila clandestini, che verranno suddivisi nelle quattro province in numero uguale: 500 per ognuna, che saranno accolti nelle strutture private che avranno i requisiti per farlo.

Se i nuovi sbarchi dovessero avvenire prima della pubblicazione dei bandi, i clandestini verranno temporaneamente accolti nelle strutture già abilitate. Ad oggi in tutta la regione i richiedenti asilo ospitati a spese dei contribuenti sono ufficialmente 2.446: 613 all'Aquila, 680 a Chieti, 500 a Pescara 500, 653 a Teramo. Non esiste ancora un hub, un centro unico per l'accoglienza temporanea in Abruzzo, anche se prende sempre più piede l'ipotesi di aprire le caserme dismesse che nella regione sono due: una all'Aquila (Caserma Rossi) e una a Sulmona (Caserma Battisti), il cui recupero però ha bisogno di tempi lunghi e di risorse che nell'immediato non ci sono. Nei giorni scorsi si è anche valutata la possibilità di aprire un centro interregionale a San Giuliano di Puglia che potenzialmente potrebbe accogliere fino a 1.500 persone, ma il numero sbilanciato rispetto ai mille abitanti ha fatto da subito abbandonare l'idea (il centro è attivo ma soltanto per il Molise).

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