I piddini sbroccano (e poi se la fanno sotto)

Pd-choc: Salvini come Moro. Sono tornati i compagni che sbagliano. E Renzi? Tace

Dirigente dem posta un fotomontaggio usando l'immagine del presidente DC in attesa di essere giustiziato dalle BR. Durissima la Lega: "Fascisti camuffati da comunisti benpensanti e democratici". Salvini: disgustoso il silenzio del premier

Marco Dozio
Salvini come Moro. Sono tornati i compagni che sbagliano. E Renzi? Tace

Le nuove leve del PD, i giovani dirigenti del partito, auspicano il rapimento e la morte di Matteo Salvini? Questo avrebbe potuto pensare chi si fosse imbattuto nel profilo Facebook di Edoardo Michele Castaldi, dirigente del PD di Sarzana, che ieri ha diffuso un fotomontaggio (poi rimosso) in cui il leader della Lega compare al posto del presidente DC. È la drammatica foto scattata dalle Brigate Rosse nel covo dei terroristi, dove Moro fu rinchiuso prima di essere giustiziato. Sullo sfondo la bandiera delle BR con la stella a cinque punte, in primo piano l’immagine di Salvini imbavagliato.

Matteo Renzi, il "campione dem", di fronte a un suo esponente che evoca il terrorismo politico verso il suo principale competitor che fa? Tace. Come sempre. "Disgustoso che su questo Renzi non abbia speso nemmeno una parola" commenta in serata Matteo Salvini in una diretta sulla sua pagina Facebook.



Suscita orrore il fatto che i sinceri democratici del PD, la classe dirigente col ditino perennemente alzato, i campioni del politicamente corretto che impartiscono lezioni ai rozzi "populisti", insomma i giovani che hanno in mano il partito e il Paese, non abbiano alcun rispetto per la democrazia. E dimostrino di non conoscere la storia. O forse la conoscono fin troppo bene. Una scelta iconografica così dirompente non può essere casuale. L’immagine di Moro nella “prigione del popolo”, in balia dei terroristi comunisti che l’hanno sequestrato dopo aver trucidato i cinque uomini della scorta, rappresenta la pagina più buia della Repubblica. Quella del terrorismo di sinistra che colpisce e uccide gli avversari politici in quanto tali.

Edoardo Michele Castaldi non è un passante, nemmeno un esagitato estremista o uno sprovveduto militante. È un dirigente del PD ligure a tutti gli effetti. Sulla sua pagina Facebook esibisce il curriculum del perfetto piddino in carriera, il classico pollo da batteria impegnato nei vari organi di partito: delegato dell’Unione comunale del PD sarzanese, componente dell’assemblea provinciale del PD, membro del direttivo dei Giovani Democratici. Tra gli amici social vanta il fior fiore dei capataz piddini, deputati ed esponenti di primo piano a livello nazionale. Chissà cosa avranno da dire. Chissà se Castaldi verrà espulso. 

I renziani si sono resi conti di averla fatta grossa (panico elettorale?) e sono corsi ai ripari come meglio hanno potuto (ma finora il "capo" se ne sta bello zitto).

I vertici dei Giovani Democratici, l'organizzazione giovanile del PD, hanno diramato per primi un comunicato di scuse stigmatizzando il comportamento del loro dirigente: "Vogliamo scusarci e dissociarci ufficialmente per la foto pubblicata dal nostro iscritto contro l'Onorevole Matteo Salvini. Va bene lo scherzo, va bene la presa in giro, ma è stato veramente superato un limite e per questo ci dispiace profondamente. Spesso si antepone l'antagonismo che ci divide ideologicamente al rispetto che si deve ad ogni essere umano indipendentemente dalle idee politiche, e questo non deve accadere mai. Crediamo che debbano essere presentate rapidamente delle scuse per questo vergognoso gesto", spiegano Mattia Zunino e Dario Corallo, rispettivamente segretario nazionale e responsabile comunicazione dei Giovani Democratici.

È stata poi la volta dei vertici regionali liguri del partito di Matteo Renzi, con dichiarazioni però cerchiobottiste: "A Matteo Salvini vanno le nostre scuse per questo grave episodio, contro il quale prenderò provvedimenti concreti: deferirò il giovane esponente del Pd alla Commissione di Garanzia del Partito per aver violato i contenuti del nostro Codice Etico, che ci richiama a un corretto utilizzo dei mezzi di comunicazione" ha affermato in una nota David Ermini, commissario regionale del Pd ligure. "Ci dissociamo fermamente dal comportamento del giovane del Pd di Sarzana e dalla bruttissima immagine che ha postato sul suo profilo Fb", sottolinea Ermini secondo il quale "l'immagine postata è un gesto di forte violenza". Eppure l'esponente Pd, nonostante la gravità dell'episodio, non rinuncia - incredibilmente - a a metterlo sullo stesso piano di presunti "episodi di violenza verbale e comunicativa" da parte dei leghisti (anche se non dice quali). Ed Ermini rincara la dose, annunciando anche che il Pd farà ricorso all'autorità giudiziaria per tutelare il Pd contro gli esponenti della Lega che, "utilizzando in maniera strumentale il comportamento di un singolo militante che noi stessi stigmatizziamo e contro cui stiamo prendendo provvedimenti concreti, offendono e diffamano il Pd con epiteti assolutamente fuori luogo e totalmente gratuiti". Sarà.

Più onesta, e senza i pelosi controcanti di Ermini, la nota del gruppo Pd in Regione Liguria che afferma che "certi toni e metodi non devono essere tollerati e non ci sono scusanti per gesti così gravi".

Durissimo l'intervento dei capigruppo di Lega Nord - Noi con Salvini alla Camera e al Senato, Massimiliano Fedriga e Gian Marco Centinaio: "Dopo un gesto così grave chiedono solamente scusa e fanno finta di niente. Non si può derubricare tutto ad una bravata. Se sono davvero pentiti allontanino subito Castaldi e lo rimuovano da qualsiasi carica all'interno del partito. Fascisti camuffati da comunisti benpensanti e democratici. Questi sono gli esponenti del Pd, pronti a prendere in mano pistole e bombe". I parlamentari leghisti proseguono: "Non ci sono aggettivi per definire Edoardo Michele Castaldi, esponente dei giovani del Pd di Sarzana che ha postato Salvini imbavagliato e dietro lo striscione con la stella a cinque punte e la scritta Brigate rosse. Si riempiono la bocca di belle parole ma sono i primi a istigare alla violenza. Il Pd è come le Brigate Rosse ma non ha il coraggio di ammetterlo. Eccoli i fascisti e i terroristi del terzo millennio che auspicano il versamento di sangue e si ispirano al terrore per portare avanti la loro sporca e misera giovane carriera politica. Se il buongiorno si vede dal mattino, il Pd del futuro promette bene!". 

Sempre in casa Lega, interviene anche Barbara Saltamartini, vicepresidente dei deputati salviniani: "Solo un pazzo e un pericolo pubblico può evocare la violenza, il terrore e il sangue di innocenti. Perché queste sono state le Brigate Rosse e sarebbe opportuno che alle giovani leve del Pd lo ricordassero e si prendessero un po' di più le responsabilità delle loro azioni. Castaldi rievoca una delle pagine più buie e sanguinose della storia italiana, il caso finisce alla Digos e il Pd chiede semplicemente scusa. Troppo facile, troppo comodo. Che abbiano almeno la decenza di allontanare dal partito questo terrorista in erba". E aggiunge la deputata leghista: "Questa è la democrazia e il pluralismo del Pd che a parole predica accoglienza e buonismo, ma con i fatti rimane ancorato ad ideali violenti e sovversivi. Viene da sorridere a pensare che questi sarebbero i democratici del paese e noi i fascisti cattivi. Qualcosa non quadra visto che gli unici a invocare terrore, sangue e violenza sono sempre e solo proprio loro".

"Si va oltre la semplice provocazione e decisamente molto oltre il cattivo gusto. È questa l'immagine di democrazia a cui si ispira il Pd? È semplicemente inaccettabile e pericoloso. Solidarietà al Capitano, non mollare mai. Noi non ci facciamo intimidire". Lo scrive sul suo profilo Facebook Edoardo Rixi, segretario regionale della Lega in Liguria. "Le scuse del Pd - prosegue Rixi - non cancellano l'atto violento e attentamente studiato a tavolino da questo giovane cresciuto tra le fila dei sedicenti democratici - aggiunge il segretario Rixi - se un ragazzo oggi arriva a ripescare dal passato una delle immagini più buie del Paese di quasi quarant'anni fa è chiaro che in certi ambienti le folli ideologie da brigatisti rossi non siano mai passate di moda. Il Pd ha mostrato il suo vero volto: antidemocratico, retrogrado e culla di estremisti da centri sociali".

La foto di Matteo Salvini imbavagliato e dietro lo striscione con la stella a cinque punte e la scritta Brigate rosse era stato subito stata segnalata ieri alla Digos dalla consigliera regionale della Lega Stefania Pucciarelli. "Sono attonita davanti a questa infelice uscita. Mi vengono i brividi a vedere che il post sia anche piaciuto. Non voglio pensare che un partito che ha nel suo nome la parola democrazia abbia svuotato di senso questo termine permettendo ai propri esponenti di evocare lo spettro delle Brigate Rosse e dell’assassinio degli avversari politici», ha dichiarato.

Speriamo che, passata la tempesta, il partito renziano non dimentichi la gravità dell'episodio e vada oltre le dichiarazioni di circostanza. Purtroppo temiamo che, più probabilmente, ci sarà un abbozzo di provvedimenti. Speriamo non una pacca sulla spalla o un complimento a mezza voce da chi negli anni Settanta, in quell’area politica, simpatizzava per i "compagni che sbagliano". Altrimenti significherà che il disprezzo profondo nei confronti di chi ha idee diverse continuerà ad allignare da quelle parti, al di là delle posizioni di facciata. Il PD non si vergogna. Castaldi non si vergogna. Come quella con cui ha introdotto la foto dell’orrore: “LOL” (acronimo internettiano per "laughing out loud", ridere a crepapelle) a te, "caro" Castaldi.

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