Nuvole e marciapiedi

Eretico InRete
Nuvole e marciapiedi

A guardare i risultati dell’interessante sondaggio lanciato nei giorni scorsi dalla redazione del Populista sulle “pietanze” salviniane maggiormente gradite ai suoi lettori, balza subito agli occhi un difetto di questa consultazione online: troppo limitata la scelta secca, ossia l’opzione unica, perché risulta francamente difficile credere, nell’attuale temperie socio-economica e ben conoscendo gli umori sempre più foschi degli nostri connazionali, che “piatti prelibati” come, ad esempio, la revisione dei trattati europei, lo sgombero dei campi rom, l’abolizione dell’eccesso di legittima difesa e il taglio delle superpensioni raccolgano consensi percentualmente così modesti. La verità è che questi argomenti stanno in cima ai desiderata degli italiani allo stesso modo e con la stessa intensità dei due big del questionario, ossia l’introduzione della flat tax e l’espulsione dei clandestini. Il che ci pone di fronte ad una domanda: l’Italia è dunque diventato un Paese insensibile, chiuso e ostile alla povertà e alla diversità? No, assolutamente no. L’Italia è e rimane una nazione dove la pietas, intesa in senso cristiano e non latino (per gli antichi romani essa era soltanto l’amore per la patria e la famiglia o il rispetto per gli anziani), domina ancora le menti e gli animi della maggioranza delle persone. Vivendo in un territorio che è stato per secoli teatro di guerre, invasioni ed epidemie, con tutto il cascame di miserie e sofferenze che queste si portano appresso, gli italiani più di altri sanno entrare in empatia con il prossimo, ne comprendono dolori e difficoltà, ne introiettano speranze e aspettative. In un’epoca dove, se cadi per terra a New York (per dire) , la gente spesso si limita semplicemente a scavalcarti e tirare avanti, da noi c’è ancora qualcuno che si ferma per chiederti almeno come stai . E questo a Milano come a Roma, a Torino come a Napoli o Palermo. Qualcosa però nel frattempo dev’essere successo se, sondaggio del Populista a parte, la proposta di legge dell’IDV per la sostanziale abolizione del reato di eccesso di legittima difesa ha già raccolto in tutto il Paese un milione di firme e se pochi giorni fa nella Capitale nessuno ha osato fermarsi per soccorrere una ragazza che alle tre di notte chiedeva aiuto e che poi sappiamo bene la fine che ha fatto. Questo qualcosa il pensiero cattolico e il mondialismo di sinistra lo liquidano sbrigativamente come imbarbarimento della società. Chi invece non vive sulle nuvole come il Socrate di Aristofane e col “marciapiede” – al contrario delle anime belle cresciute a slogan e libro Cuore- ci parla tutti i giorni, lo chiama più correttamente presa d’atto dell’incapacità delle istituzioni di assicurare un minimale livello di decoro e convivenza civile. Salvare migranti è cosa buona e giusta, tenerli in albergo per 5 anni a spese nostre per poi, nella maggior parte dei casi, rifiutargli (giustamente, perché la maggior parte non sono affatto profughi) il diritto d’asilo e mandarli in strada, in balia del caporalato o dei circuiti criminali, è una sesquipedale scempiaggine. Il “marciapiede” la soluzione ce l’avrebbe (impedire le partenze e selezionare in Africa chi ha diritto alla protezione e chi no) ma la “nuvola” continua a baloccarsi beata dietro una sua personale ed edificante visione del fenomeno, fatta solo di bimbi salvati dalle acque e “risorse” che ci pagano le pensioni. Mai una parola, invece, sugli innumerevoli episodi poco commendevoli (proteste violente per la pasta scotta o il wifi che non funziona, aggressioni, abusivismo commerciale etc.), di cui quotidianamente le “risorse” si rendono protagoniste in ogni angolo d’Italia. Ragion per cui il “marciapiede” si ribella. Pagare le tasse è cosa giusta, strozzare gli utenti con balzelli esosi oltre ogni ragionevole dubbio e che rendono praticamente impossibile a molti rispettare l’obbligazione tributaria nei confronti dell’Erario, è roba da gabellieri dell’anno mille o da taglieggiatori delle foreste, di quelli che lasciavano i viandanti in mutande, quando andava bene. Ma con Ghino di Tacco e la Rocca di Radicofani non può crescere alcuna economia, anche perché il problema in Italia non è tanto il livello elevato della pressione fiscale, quanto il fatto che gli italiani non hanno ancora capito dove finisca l’enorme massa di denaro che ogni anno passa dalle tasche dei cittadini alle casse dello Stato. Di sicuro non in servizi efficienti e a costi sostenibili. Il “marciapiede” invoca pertanto un abbassamento radicale delle imposte, con contestuale inasprimento delle sanzioni per chi si ostinasse a non voler pagare neppure una flat tax al 15 per cento; la “nuvola” continua ad illudersi che solo con una lotta serrata all’evasione fiscale si potrà far pagare di meno a chi oggi paga troppo. Ma il confronto “marciapiede” –“nuvola” tiene banco anche in tutti gli altri argomenti oggetto del sondaggio: è innegabile, infatti, che il primo abbia una visione più realistica, anche se più cruda, dell’Unione Europea (non foss’altro perché – ad onta delle sue stimmate popolari – conosce bene la Storia e sa che non esiste Continente meno unificabile dell’Europa), mentre la seconda –povera illusa- è ancora ferma a Ventotene e Spinelli; così come più realistica, e dunque più vicina ai bisogni concreti delle persone, è la posizione del marciapiede in materia di legittima difesa e di rom. La “nuvola” tuttavia non arretra di un millimetro , anche a costo di coprirsi di ridicolo, forte delle nutrite falangi di appassionati sostenitori, soprattutto tra l’ intellighentia alto-borghese di sinistra, che da sempre ne divulgano e difendono il credo. Il problema è che c’è stato un matrimonio mefitico, negli anni successivi al 68, tra il pietismo cattolico e la versione anarchico-libertaria del marxismo, e noi di questo sposalizio contro-natura (che si separa temporaneamente solo in materia di diritti civili) paghiamo ancora le conseguenze. Prima di allora, infatti, il trinariciuto e monolitico PCI post-togliattiano e un PSI libertario sì ma fesso no avevano della sicurezza dei cittadini (l’immigrazione dall’estero all’epoca di certo non era ancora un problema) un’opinione ben diversa da quella minimalista (“ si semina paura ingiustificata”, “i reati sono diminuiti”) o da aspersorio (“la vita umana è sempre sacra”) che domina oggi nei salotti radical –chic o negli studi televisivi. La conseguenza di tutto questo è che invece di inasprire le pene per i furti e la rapine in appartamento e , soprattutto, di renderle effettive, la nuvola e i suoi derivati (Associazione Antigone etc.) continuano imperterriti a sfornare o suggerire riforme (per modo di dire) che rendono praticamente impossibile mandare in galera i lestofanti. Il risultato è che il “marciapiede” anche in questo caso si ribella e appone un milione di firme su una proposta di legge che dovrebbe rendere altamente rischioso per un ladro violare il domicilio altrui con intenti canaglieschi. “Volete il far- west! “ urla la nuvola, non rendendosi conto che il “marciapiede” vuole soltanto il “minimo sindacale” del patto tra consociati: uno Stato di diritto.

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