la stampa di regime smentisce

Arabia Saudita: attentato al consolato USA. Nel giorno di festa

E tre. Dopo Dacca e l'Iraq, colpita la sede diplomatica USA di Gedda. Lo capiranno, adesso, le teste dure radical-chic che siamo sotto attacco, che questa è una guerra che ci muovono giorno per giorno?

Redazione
Arabia Saudita: attentato al consolato USA. Nel giorno di festa

Fonte al-Riyadh.com

Un attentato suicida è stato compiuto questa mattina nei pressi del consolato degli Stati Uniti a Gedda, sulla costa occidentale dell'Arabia Saudita. Secondo il quotidiano online Sabq due agenti della sicurezza sono rimasti feriti "in questo attentato sventato" compiuto il 4 luglio, Independence Day, giorno della festa nazionale americana.

Tutta la zona è stata circondata dalla polizia dopo che "una persona si è fatta saltare in aria dentro un'auto davanti al consolato degli Stati Uniti di Gedda", quando gli agenti della sicurezza si sono avvicinati per un controllo, scrive Sabq. L'esplosione è avvenuta poco prima dell'alba nel parcheggio dell'ospedale Suleiman Faqeeh, vicinissimo al consolato USA. Secondo un comunicato del ministero degli Interni il kamikaze "è rimasto ucciso e i due agenti della sicurezza leggermente feriti".


Diversa la versione fornita dai media fedeli alla famiglia regale Saud (che qualcuno sospetta di appoggiare il terrorismo). Secondo il giornale saudita al-Riyadh, l'attentatore, che stava armeggiando all'incrocio di Palestine Street e Hail Street vicino all'ospedale Sulaiman Al Faqih, poteva avere come obiettivo non il consolato ma la struttura medica, che a quell'ora era già affollata. "Gli uomini della sicurezza hanno notato movimenti sospetti, e, come da protocollo gli si sono avvicinati; a quel punto l'uomo si è fatto saltare in aria con una cintura esplosiva indossata all'interno dell'area ospedaliera. L'uomo è morto e i due uomini della sicurezza sono rimasti lievemente feriti e ricoverati nell'ospedale. Nessuno dei passanti è rimasto coinvolto; solo qualche auto parcheggiata è stata lesionata", scrive il giornale, che evita accuratamente di usare termini quali "jihadista", "kamikaze" o "terrorista islamico". L'articolo termina con la frase "Dio è la guida per la retta via".

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