Rivoluzione tradita?

Roma, il direttorio fa la Giunta

Scontro nel Movimento ed empasse per la nomina della squadra che dovrà amministrare nei prossimi cinque anni

Alessandro Morelli
Roma, il direttorio fa la Giunta

Virginia Raggi Foto ANSA

Dopo giorni di polemiche interne pare che Virginia Raggi sia al dunque per la nomina della squadra che la affiancherà in questi anni di amministrazione del Comune di Roma. Dopo una vittoria mai scontata ma indubbiamente prevedibile, il neo-sindaco della Capitale, sta vivendo non pochi problemi nella formazione della Giunta e dei dirigenti dell'amministrazione visto che deve scendere a compromessi con il direttorio per non rischiare che la faida interna al M5S getti discredito sul cambiamento annunciato.

Le prime nomine promosse da Raggi, fortemente osteggiate dalla fronda che fa capo alla deputata Roberta Lombardi, sono congelate e pare si stia andando verso un rimescolamento delle carte. Daniele Frongia, ex consigliere comunale e papabile capo di gabinetto, con tutta probabilità diventerà assessore al Patrimonio immobiliare.

Per la nomina di Raffaele Marra invece è stato fatale il suo contatto con la Giunta Alemanno. Per lui un secco no come vice-capogabinetto.

Alla presidenza della commissione Patrimonio e casa, secondo il quotidiano di Torino, sarebbe dovuta andare Valentina Vivarelli. Al suo posto arriva Maria Agnese Catini, "nome molto più giocabile per la Lombardi, che presidia poi i sei posti per commissario del M5S anche con Marcello De Vito in persona, e di nuovo con la Ficcardi (che sarà oltretutto vice)". Alla commissione Bilancio il presidente Marco Terranova è, invece, un uomo della Raggi. Qui la Lombardi riesce a imporre De Vito e Monica Montella. Quest'ultima è una ricercatrice Istat che, secondo voci di corridoio, avrebbe rotto con Daniele Frongia, l'uomo più vicino al sindaco. Alla Raggi andrebbe, insomma, soltanto la commissione Scuola, con Maria Tereza Zotta presidente e commissari Terranova e Iorio. All'Ambiente, commissione cruciale per la Capitale, il presidente sarà Daniele Diaco e ci sarà anche Paolo Ferrara, consigliere stellato di Ostia e militante della corrente della Lombardi.

Di fronte alla paralisi romana Beppe Grillo e Davide Casaleggio si sarebbero allarmati. Sono loro e Luigi Di Maio ad aver facilitato la mediazione con il direttorio che ha costretto Raggi ad abbassare le resistenze. 

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