Società finanziata dallo Stato

Difesa Servizi spa: ennesimo "carrozzone"?

Dai lauti stipendi ai contratti, fino ai meccanismi di controllo. Il M5S chiede di avviare un'indagine conoscitiva in commissione sull'azienda di cui il ministero è socio unico

Marco Dozio
Difesa Servizi spa: ennesimo "carrozzone"?

Foto ANSA

Fare luce su Difesa Servizi spa, per esempio sui contratti per la produzione di energia fotovoltaica, oppure sulle forme di controllo nei confronti di questa società finanziata dallo Stato. Per non parlare della questione che riguarda i lauti stipendi dei dirigenti. È quanto chiede il Movimento 5 Stelle al ministro della Difesa Pinotti. "Da circa sei anni, fin dal momento della sua istituzione, Difesa Servizi S.p.a. agisce in qualità di organo in house del Ministero della Difesa, socio unico che ne conferisce finanziamenti, gestione di servizi e beni derivanti dalla sua attività istituzionale – spiega la deputata M5S Tatiana Basilio componente della Commissione Difesa della Camera - Il tutto attraverso un rapporto di stretta correlazione tra l'ente pubblico e la società privata, forse unico nel suo genere in Italia per dimensioni e valore complessivo dei beni posti in concessione esclusiva. Tuttavia, sussistono evidenti anomalie nei contratti di concessione aventi ad oggetto la produzione di energia fotovoltaica, attraverso l'impiego dei lastrici di molte strutture militari".


La proposta è quella di avviare un’indagine conoscitiva sui meccanismi che regolano il funzionamento di questa società
: "Fermo restando la forma giuridica di società per azioni e, quindi, di stampo "privatistico", è fuori discussione che il rapporto sinergico intercorrente tra il Ministero della Difesa e Difesa Servizi S.p.a., comportando una movimentazione di finanziamenti di carattere "pubblico", necessiti di forme di controllo da parte del Parlamento che, finora, sono risultate piuttosto carenti. L'obiettivo è quello di evitare che Difesa Servizi S.p.a. si risolva nell'ennesimo "carrozzone" inutile, creato ad uso e consumo per garantire clientele politiche, a discapito ancora una volta dei cittadini e dei soldi pubblici. Tra i vari contratti attualmente in essere, l'unico davvero "conveniente" sembrerebbe essere quello stipulato con la RAI, che frutta alle casse di Difesa Servizi S.p.a. ben 670.000 euro all'anno”.


Ed ecco il capitolo sugli emolumenti dei vertici. “Basti pensare al fatto che il solo amministratore delegato della società ha percepito, per il triennio 2012-2014, un compenso lordo di oltre 350.000 euro, mentre il presidente circa 120.000 euro ed ogni consigliere circa 50.000 euro per il medesimo triennio: cifre che farebbero invidia alle grandi multinazionali quotate in borsa". "In tempi di crisi economica e di spending review, è necessario centellinare le risorse pubbliche e blindare i bilanci statali. Il Ministro Pinotti faccia la sua parte, collaborando con il Parlamento nel garantire trasparenza e rigore, ad iniziare dalla divisione dei rispettivi bilanci".

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