Giustizia ingiusta

L'assassina di Vanessa Russo presto libera: il procuratore le perdona il selfie

Alla donna, condannata a 16 anni per l'efferato omicidio, era stata revocata le semilibertà per le sue foto su Facebook

Alessio Colzani
L'assassina di Vanessa Russo presto libera: il procuratore le perdona il selfie

Doina Matei portata in procura a Roma dai carabinieri, nel dicembre 2007. Foto ANSA

Incredibile l'ingiustizia italiana: uccidi una studentessa, fatti dei selfie, mettili su Facebook e dopo neanche 10 anni di carcere te ne puoi tornare tranquillamente in libertà. Questo è ciò che sta per accadere a Doina Matei, la donna rumena condannata a 16 anni per aver ucciso nel 2007 con un colpo di ombrello in un occhio Vanessa Russo. Si era vista revocare il provvedimento per aver postato delle sue foto, che la ritraevano anche al mare, sul social network. Nel corso dell'udienza che si è svolta al tribunale di sorveglianza di Venezia, il procuratore ha dato il suo nullaosta alla revoca della sospensione della semilibertà: "Il comportamento di Doina Matei non è un vulnus che interrompe il processo educativo", ha detto in aula il pg, come riferito dall'avvocato della donna.

"Non sapevo di non poter usare Facebook e l'ho fatto per contattare i miei figli senza urtare alcuna sensibilità. Non userò più i social", ha assicurato l'assassina rilasciando dichiarazioni spontanee in aula. La donna, grazie al provvedimento meno restrittivo, poteva andare in ore diurne a lavorare in una pizzeria da circa un anno. A sostegno della Matei i suoi legali hanno prodotto numerose testimonianze e dichiarazioni scritte sul comportamento irreprensibile della donna nel suo iter carcerario tanto che non ha mai utilizzato in modo improprio neppure il cellulare (con numeri vincolati) di cui si era dotata mentre "sull'uso di Facebook", ha spiegato l’avvocato Nino Marazzita, "non è stata fatta neppure un'indagine da parte della polizia giudiziaria".

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