Il palazzo del terrore

"Una rete di pedofili dietro la morte di Fortuna e Antonio"

I due bimbi sono caduti dal settimo e ottavo piano dello stesso immobile a un anno di distanza. Secondo i grafologi la bimba avrebbe "rivelato" tutto nei suoi disegni

Alessandro Morelli
"Una rete di pedofili dietro la morte di Fortuna e Antonio"

Uno dei disegni della piccola Fortuna Loffredo, la bimba uccisa il 24 giugno del 2014 nel Parco Verde di Caivano. Foto ANSA

Ci sarebbe una rete di pedofili dietro le tragiche morti a Parco Verde di Caivano di Antonio Giglio e Fortuna Loffredo, i due bambini di 4 e 6 anni deceduti a distanza di un anno a causa della caduta dal settimo e ottavo piano dello stesso palazzo. Da subito gli inquirenti hanno denunciato la coltre di omertà che ha coinvolto molti adulti del palazzo, tanto da riconoscere come fondamentale l’aiuto dei figli di una delle arrestate in questa tragica vicenda.

Molti dubbi sono ancora da svelare ma le terribili analogie tra le due morti in una realtà che ha visto la piccola Fortuna cadere dal palazzo, gettata (secondo l’accusa) dal vicino di casa Raimondo Caputo dopo il rifiuto a subire l'ennesimo abuso.

Secondo i grafologi a rivelare le paure della piccola sarebbero anche i suoi disegni, dieci fogli ricchi di figure nei quali la bimba avrebbe raffigurato le scene terrificanti vissute nel palazzo della morte disegnando e cancellando con insistenza figure femminili, come fossero una minaccia per lei, ma anche finestre con le sbarre, case senza porte, inaccessibili, case con due porte, che secondo la specialista indicano la paura della separazione, il ricatto, la necessità di farle mantenere il segreto; ci sono le trombe delle scale, quelle in cui giocava con le amiche e in cui forse incontrava il mostro.

"La morte della piccola Fortuna è solo la punta di un iceberg che potrebbe riaprire anche l'indagine sulla morte di Antonio" affermano i legali della famiglia; ma per ora l'unico fascicolo aperto sulla caduta del bimbo dalla Procura di Napoli è per omicidio colposo a carico della madre, compagna di Caputo, tuttora ai domiciliari per complicità con il convivente negli abusi subiti dalla figlia di 3 anni.

Le indagini puntano con decisione ad accertare l'esistenza di una rete di pedofili, visto che anche altri due inquilini dello stabile sono stati arrestati per abusi su una minore.

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