"Servono leggi dure e pene certe"

Zaia: "Legittima difesa, legge pessima. Ora i banditi sanno quando colpire"

Il governatore leghista del Veneto boccia il testo approvato dalla Camera: "Alla gente dicono di difendersi pure la notte, ma di lasciarsi rapinare di giorno"

Redazione
Luca Zaia: "Legittima difesa, legge pessima. Ora i banditi sanno quando colpire"

Piovono critiche sul disegno di legge relativo alla "legittima difesa", che giovedì ha ottenuto il primo ok dalla Camera. Sul provvedimento si è espresso in modo molto critico anche Luca Zaia. Secondo il governatore leghista del Veneto, infatti, il testo partorito è pessimo, frutto di compromessi, e non tutela l'incolumità dei cittadini, indicando invece ai criminali quali siano le ore migliori per colpire. Molto critico anche Matteo Salvini, che era presente in aula nello spazio riservato al pubblico durante la votazione ed ha espresso ad alta voce il proprio disappunto, venendo per questo espulso dalla presidente Boldrini. La Lega giudica questo intervento troppo lieve e chiede la non punibilità per chi, rapinato in casa propria o vittima di un crimine violento, reagisca nei confronti dei criminali causandone la morte o il ferimento.

"È stata partorita una pessima legge, che è in linea con il profilo di questa maggioranza: tutto quel che approva è frutto di mediazioni estenuanti che sfociano in contraddizioni stridenti, come la legittima difesa a ore. Alla gente esasperata e impaurita hanno detto: di notte difenditi, ma di giorno lasciati rapinare. Invece, o la legittima difesa è sempre o non lo è mai". È una bocciatura senza appello quella del testo licenziato dalla Camera, da parte del Presidente del Veneto. "Mettendomi per la prima e ultima volta nei panni dell'aggressore - dice Zaia - non potrei che gioire: scelgo io il momento migliore per delinquere con il minor rischio possibile. Inconcepibile, ma purtroppo reale, e in linea con l'atteggiamento del Governo e della maggioranza, mai capaci di decidere per vera convinzione. Anche in questo caso: il popolo preme? Diamogli un biscottino facendogli credere che stiamo dalla sua parte".

"E invece no - aggiunge il governatore veneto - non è così che si combatte la criminalità. La si combatte con leggi dure, pene certe e scontate fino all'ultimo minuto, uomini e mezzi alle forze dell'ordine, legittima difesa senza se e senza ma, non con il cronometro in mano per decidere chi è l'aggressore e chi l'aggredito. Il pensiero - conclude - corre ai tanti soloni che disquisiscono su tutto e che, ad esempio, si riempiono la bocca di concioni sulle materie concorrenti tra Stato e Regioni. Di fronte a leggi come queste viene voglia di esagerare e di pensare a un'Autonomia che possa assegnare alle Regioni anche competenze di ordine pubblico. Se potessimo, quando potremo, in Veneto sapremmo, sapremo, fare molto di più e meglio".

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