Lettera a Giggino Di Maio a sessanta giorni dalle elezioni

Lorella Lattavo
Lettera a Giggino Di Maio a sessanta giorni dalle elezioni
Caro Giggino, volevo congratularmi con te perchè in due mesi sei riuscito a creare uno tsunami politico che nessuno finora era stato capace di realizzare. Nemmeno ai tempi della guerra fredda si è mai visto uno scompiglio tale da porre in allarme persino l'Europa, che tra l'altro improvvisamente hai sentito di amare, la quale ci sta guardando con occhio malevolo, arrivando per punirci a tagliare gli aiuti per l'agricoltura. Ma tu che ne sai della fatica di contadini, braccianti, allevatori? Al massimo il tuo pensiero può arrivare alla produzione di aranciate, birre e coca cola, che vendevi con successo durante le partite al mitico stadio San Paolo di Napoli.. Veniamo a noi. Tu ci hai portato a stare senza governo, immobilizzando la macchina dello Stato: processi fermi, leggi in stand - bye, tutto bloccato e perchè? Perchè come un ragazzino viziato che non vuole l'orsacchiotto ma la macchinina, tu non vuoi Berlusconi ma solo Salvini. Ebbene cucciolotto un pò cresciuto, qualcuno deve averti inculcato pensieri sballati o forse nella aranciata che ti hanno dato ci stava oppio, papavero e qualche canna avariata? Mi sa di si perchè non riesci a capire che Berlusconi non è in parlamento, non è stato eletto, e quindi non puoi prendertela con una persona che non riveste alcuna carica istituzionale: è come se tu te la prendessi col tuo vicino di casa...che c'entra? Il Centro Destra, che tu attacchi, esiste, è stato ammesso alle elezioni, la coalizione è stata accettata dal Viminale. Rifiutandola metti in discussione l'operato del ministero degli Interni E chi sei tu per farlo? Ma non solo. Ti stai dimostrando per niente rispettoso di quella parte di italiani che hanno votato il cdx, non sei l'ombelico del mondo, non ruota tutto intorno a te, devi accettare un verdetto democratico. Altrimenti dai ragione a Berlusconi quando disse quelle parole alla fine della conferenza stampa rivolgendosi a chi non conosceva l'abc della democrazia. Ma poi diciamocela tutta: il ragazzo di Pomigliano d'Arco che vuole sedere a tutti i costi a palazzo Chigi mi da l'idea di una persona con qualche grossa frustrazione che vuole superare arrivando a diventare il capo del governo, per far vedere alla famiglia, agli amici del vicolo, ai parenti che non serve laurearsi, lavorare per diventare un pezzo da 90: serve furbizia, inganno e tanto charme. In giacca e cravatta, impomatato stile Cary Grant in " Caccia al ladro" con accanto non certo un'affascinante Grace Kelly ma una certa Giulia Grillo che nulla ha da spartire con la celebre star americana, hai promesso l'inverosimile, quel reddito di cittadinanza piovuto stile manna ebraica sulla testa di tanti poveri disgraziati del Sud che l'hanno bevuta tutta d'un fiato.Ecco il segreto: promettere la luna quando si è solo..5 stelle! Ancora rompi i timpani con Berlusconi, odi Renzi, ma facci capire: in sostanza qual'è il tuo significato di cambiamento? Cambiare alleato come le mutande, indipendentemente se si tratta di destra o sinistra? Prima vuoi allearti SOLO con Salvini, sapendo che non avrebbe mai ceduto la poltrona a te, pivello del'ultima ora: è come affidare ad un ragazzino di 12 anni le chiavi del cavou della Banca d'Italia! Assurdo. Allora sei andato da Renzi fino a qualche mese prima oltraggiato e insultato. La risposta è stata picche. Ma cosa credevi? Che fossero scemi da non capire il tuo gioco? Volevi spaccare il cdx ma non per Berlusconi, perchè a te del cavaliere non frega un cavolo, semplicemente perchè portandoti via solo Salvini, la poltrona sarebbe stata solo tua, altrimenti il tuo sogno di gloria sarebbe finito dentro il lavandino di cucina di casa tua. E lo stesso vale per il PD. Caro Giggino, la vita non è un giochetto da sala biliardo. Bisogna saper accettare il proprio ruolo, soprattutto se da tale comportamento scaturisce il futuro di un Paese già in rovina di suo. Adesso per colpa dei tuoi capricci rischiamo un nuovo governo abusivo, mandando, volgarmente parlando e me ne scuso, a puttane l'unico strumento di democrazia che il popolo aveva quasi dimenticato: il voto. Se per te il cambiamento significa portare il Paese sempre sulla stessa direttiva dei governi tecnici, allora noi italiani non abbiamo capito una mazza, che cioè chi si loda con la parola onestà e rivoluzione non è altro che l'ennesimo pupazzo della commedia amara di cui stiamo assistendo ormai alle innumerevoli repliche. Caro Giggino, chiudo questa lettera con una filastrocca, dato che sei peggio di un bimbo capriccioso che non ne vuole sapere di fare la nanna e di lasciare fare agli adulti il loro lavoro. E' una filastrocca mimata con le dita indice e medio di entrambe le mani e le dita si muovono in modo alternato: Vola Giggino, vola Giggetto....e speriamo che tu voli per davvero ma fuori dalla nostra vista...

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