5STELLE COL DENTE AVVELENATO

Conte (Dracula) ed il sangue di Siri

Armando Siri è stato messo a fuoco dai killer grillini per farne bersaglio elettorale in vista delle Europee. Ma non fermeranno così la Lega

Andrea Lorusso
Conte (Dracula) ed il sangue di Siri

Foto Corriere.it

#SiriResisti ormai impazza da giorni sui social, come hashtag di sostegno di militanti e non, che temono la deriva giustizialista e la pericolosa operazione melma di cui è stato oggetto un valido esponente di Governo, ricco di contenuti e visionario. Istituzionale nei modi, pacato nell’esposizione, Armando Siri non meritava questo linciaggio triviale da parte di un Movimento assetato di riflettori.

Il lavoro sporco lo ha fatto il Premier Conte, mandato come Dracula a succhiare il sangue di un illibato uomo dell’Esecutivo, che allo stato attuale né è stato ascoltato dalla Magistratura, né tantomeno rinviato a giudizio. Aveva riassunto bene la situazione Salvini: “Voi vi dimettereste se due persone in autogrill chiacchierassero di voi? Me lo deve dire un giudice se Siri sia colpevole o meno.”

La Lega però, colpevole di volare nei sondaggi, attira l’ira e l’invidia dell’alleato Di Maio, che ogni mattino guardandosi allo specchio chiede: “Italia delle mie brame, chi è il più puro del Reame?” Non ci è dato conoscere la risposta, data la mole d’indagati in casa 5Stelle, ma è certo che poi il pentastellato si fa il nodo alla cravatta ed esce sui media con una richiesta costante di dimissioni.

Se Conte intendeva dare una lezione di stile a Siri: “Le dimissioni si danno o non si danno, legarle ad eventi futuri e per giunta al lavoro dei giudici ha poco senso”, ha commesso uno stucchevole errore. Perché annunciare la proposta di dimissioni? Perché alimentare il fuoco di fila mediatico? Tieni la cosa in sacca fino al Cdm, e una volta dimissionato – o meno, annuncialo in una conferenza stampa e conferisci il come ed il perché.

Invece no. Anche in questo senso ha teso la mano ai 5Stelle che hanno potuto proseguire la telenovela su Siri, cuocendolo a fiamma lenta, ignorando i principi garantisti, la presunzione di innocenza, e facendolo processare dall’istinto di crocefiggere un cervello fino, ostile alla mediocrità imperante.

Siri tuttavia ha le spalle larghe, ed anche in questo contesto non si scompone, attendendo tempi migliori: “(…)Leggo invece in queste ore dichiarazioni riportate a mio nome che, tengo a sottolineare, sono da ritenersi in assoluto destituite di ogni fondamento. Non esiste alcuna polemica con il mio partito che, anzi, ringrazio, a partire da Matteo Salvini, per tutte le manifestazioni di affetto, vicinanza e solidarietà dimostrate in questi giorni. Io ci sono, e non mollo!”

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