Burocrati servi della troika

L'Ue contro Orbán: "Mina la democrazia" solo perché non si piega all'invasione

Secondo Bruxelles, l'Europa dovrebbe adottare provvedimenti contro l'Ungheria e il suo governo democraticamente eletto: non rispetterebbe i diritti umani

Redazione
Solite accuse Ue a Orbán: "Mina la democrazia" solo perché non si piega all'invasione

Orbán durante le celebrazioni del 23 ottobre. Da rt.com

Il governo di Viktor Orbán starebbe minando la democrazia nel paese e addirittura i valori fondanti dell'Unione Europea, quindi l'Ue dovrebbe agire per fermare questa deriva. È questa l'ennesima delirante accusa che lanciata da Bruxelles contro l'Ungheria, colpevole in realtà solo di non voler piegare la testa all'invasione programmata. A puntare il dito contro il governo e il popolo magiaro è questa volta uno studio realizzato dalla Federazione internazionale per i diritti umani (Fidh) i cui risultati sono stati divulgati venerdì 4 novembre.

Secondo la Fidh, contrariamente a quanto risulta a chiunque abbia una minima conoscenza della realtà ungherese, la nuova costituzione ed oltre 600 nuove leggi e regolamenti adottati in Ungheria da quando Viktor Orbán è al potere avrebbero avuto un impatto negativo sulla situazione del rispetto dei diritti umani nel paese, tanto antidemocratico da aver addirittura consentito alla popolazione di esprimersi con un referendum sulla gestione delle politiche migratorie. "Questi attacchi stanno minando la democrazia in Ungheria ma anche i valori fondanti dell'Unione", ha spiegato il segretario generale della Federazione, tale Dan Van Raemdonck.

Per lo sconosciuto burocrate al servizio della troika, l'Europa dovrebbe muovere guerra all'Ungheria: "Se non verranno adottati provvedimenti, sarà l'intero progetto dell'Unione Europea come comunità di valori ad essere messo in discussione". Nel rapporto di 84 pagine, costato chissà quanto ai contribuenti, si afferma che il governo di Orbán avrebbe indebolito "i check and balance democratici" nel paese. "L'Unione Europea - esorta quindi Van Raemdonck - dovrebbe smetterla di nascondersi dietro i vuoti procedurali ed assicurarsi che prima e dopo l'adesione ad ogni stato membro venga richiesto il rispetto degli stessi standard di democrazia, dello stato di diritto e dei diritti umani".

Insomma, per Bruxelles o un governo accetta senza fiatare le imposizioni da parte dei pochi potenti che governano questa fallimentare Unione europea dei poteri forti e delle banche, oppure non ha il diritto di legiferare nemmeno se ha ottenuto democraticamente il mandato da parte della maggioranza degli elettori. Certo, per personaggi non eletti da nessuno e allergici in modo imbarazzante alla democrazia non è facile accettare che qualcuno possa dire di no alle loro imposizioni. Forse però questa volta non hanno ben chiaro con chi hanno a che fare: gli ungheresi hanno già respinto l'invasione turca e quella sovietica, non li spaventa certo un Van Raemdonck qualunque.

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