Intervista al sondaggista dell'Istituto Piepoli

Referendum, Amadori: "Ecco cosa deve fare il No per vincere"

Per l'analista politico, Matteo Renzi potrebbe prevalere pescando nel mare degli indecisi: "Il No deve puntare sull'anti renzismo e su argomenti simbolici ed emotivi. Altrimenti è probabile che alla fine vinca il Sì".

Marco Dozio
Referendum, Amadori: "Ecco cosa deve fare il No per vincere"

Per Alessandro Amadori, sondaggista dell’Istituto Piepoli e docente di comunicazione politica all’Università Cattolica di Milano, il "Sì" e dunque Matteo Renzi potrebbe vincere la partita referendaria pescando nel mare degli indecisi. Mentre per il "No" l’unica possibilità sarebbe puntare sul significato politico della consultazione, ovvero sull’occasione da cogliere per mandare a casa il governo renziano.

Amadori, su cosa devono puntare i sostenitori del "No" per vincere?
Le ragioni del "No" sono più difficili da comunicare di quelle del "Sì". A meno che il "No" non giochi a carte scoperte puntando sulla contrarietà a Renzi e al renzismo. Un po’ come si faceva ai tempi di Berlusconi, quando c’era l’idea di dare un segnale ad personam. Quindi un "No" ad un certo modo di guidare il Paese. Oppure diventa complesso spiegare perché non va bene una riforma che dice no a una semplificazione del sistema camerale.

Per esempio perché la riforma complica le procedure e non le semplifica.
Ma demoscopicamente non funziona. È difficile comunicare perché e in che termini i procedimenti diventerebbero più complessi, rispetto a un semplice "Sì" per cambiare. Dall’altra parte può essere efficace un "No" a Renzi e al suo modo di governare: se non si vuole usare questa linea diretta si finisce nel ginepraio delle argomentazioni tecniche e il messaggio diventa meno convincente.

Non c’è il rischio che il fronte del "Sì" accusi quello del "No" di non entrare nel merito dei contenuti, quando invece i contenuti di questa riforma nociva sono contestabilissimi?
Il "No" secondo me dovrebbe spostare il focus della comunicazione dalle argomentazioni tecniche, che non fanno presa sui cittadini. Argomentazioni tecniche che del resto non fanno presa nemmeno sui cittadini orientati per il "Sì". Chi vota "Sì" non lo fa perché convinto della bontà tecnica della riforma, ma perché sostiene il governo o è convinto di dare un segnale di cambiamento. Questo è un referendum emotivo, non tecnico. Non è il referendum sulle trivelle. È un referendum politico: si confrontano i filogovernativi per il "Sì" e gli antigovernativi per il "No". Nel mezzo ci sono gli indecisi, che è complicato conquistare con gli argomenti razionali del "No". Occorrono argomentazioni simboliche per il "No", non argomentazioni alla Zagrebelsky difficili da comunicare. Se fossi un consulente del "No" suggerirei di impostare una comunicazione emotiva. "No" perché amiamo la nostra Italia, le nostre isitituzioni, l’opera dei nostri padri che hanno combattuto per la Resistenza, "No" perché ci vuole un giorno per distruggere ma decenni per ricostruire. Insomma rovesciare il ragionamento. Oppure puntare sul discorso politico anti Renzi, come appunto si faceva ai tempi di Berlusconi. Non fa presa contestare la semplificazione vera o presunta che sia, l’elezione dei senatori o le ripartizione delle competenze tra Stato e regioni.

Quindi non sarebbe nemmeno utile argomentare come la riforma calpesti l’autonomia delle regioni, anche di quelle virtuose, imponendo un nuovo centralismo?
L’inghippo è rimanere vincolati sul piano tecnico, quando la maggior parte delle persone non voterà in base a ragionamenti tecnici. L’unica possibilità per il "No" è puntare sul contrasto al leaderismo renzista. Altrimenti il mare degli indecisi potrebbe spostare l’ago della bilancia verso il "Sì". Il "No" se vuole vincere deve puntare su argomenti simbolici ed emotivi. Altrimenti è probabile che alla fine prevalga il "Sì".

LIBERA LA BESTIA CHE C'È IN TE!

Contribuisci anche tu alla sezione LIVE NEWS, inviandoci un video, una foto o un articolo!

partecipa inviandoci i tuoi:

Ora è ufficiale: c'è George Soros dietro Macron
finanziamenti occulti al candidato presidente

Ora è ufficiale: c'è George Soros dietro Macron


MC S.R.L.
sede legale: viale Vittorio Emanuele II, 23 - 24121 Bergamo
C.f./P.IVA: 04061980167 - R.E.A.: BG-431792
Email: INFO@ILPOPULISTA.IT

direttore: MARCO DOZIO
CONDIRETTORE: alessandro morelli

ILPOPULISTA.IT È UNA TESTATA TELEMATICA REGISTRATA PRESSO IL TRIBUNALE DI MILANO, N. 121 DEL 27/04/2015

per i tuoi annunci: PUBBLICITA@MC-SRL.EU