Lotta agli integralisti

I russi: "Senza il nostro intervento in Siria, Damasco sarebbe nelle mani dell'Isis"

L'ambasciatore moscovita all'Onu, Vitaly Churkin, ha ribadito: "Nostro obiettivo è cacciare i terroristi. Purtroppo la situazione è stata lasciata degenerare"

Redazione
La Russia: senza il nostro intervento in Siria, Damasco sarebbe nelle mani dell'Isis

Devastazione ad Aleppo. Foto ANSA

"Senza il nostro coinvolgimento in Siria ora potrebbero esserci bandiere nere dell'Isis che sventolano sopra Damasco": lo ha detto lunedì 3 ottobre l'ambasciatore russo all'Onu, Vitaly Churkin, commentando i raid nel Paese e ribadendo che l'obiettivo di Mosca è cacciare i terroristi. A chi gli chiedeva se non si senta in una posizione scomoda vedendo la drammatica escalation ad Aleppo, Churkin ha risposto: "Mi sento a disagio nel vedere questa situazione in Siria, ma purtroppo non è colpa nostra se il Paese è stato spinto nella direzione in cui è ora".

"Se pensate che la morte dei civili non ci interessi sbagliate di grosso - ha precisato Churkin parlando con i giornalisti al Palazzo di Vetro - tuttavia le cose sono state lasciate degenerare in questa situazione tremenda, e dobbiamo trovare il modo per impedire che le bandiere nere sventolino sopra a Damasco". Secondo l'ambasciatore russo, la realtà è che "i terroristi di Al Nusra sono arrivati nella zona orientale di Aleppo, tengono in ostaggio i civili. Dobbiamo essere sicuri che la loro influenza non si allarghi ancora".

Sulla bozza di risoluzione elaborata dalla Francia, che chiede a Mosca e Washington di garantire l'attuazione di una tregua immediata ad Aleppo, e di porre fine a tutti i voli militari sopra la città, Churkin ha risposto: "Certamente l'idea di tenere a terra gli aerei e permettere ai terroristi di fare ciò che vogliono non è particolarmente attraente, ma vedremo cosa succede".

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