promuovono il sì al referendum

Ministri renziani in tour propagandistico per tutta Italia. Ma a spese dei cittadini

Non ci solo le spese relative al referendum, stimate in circa 300 milioni, ma anche tutte quelle legate alle trasferte che dovranno effettuare tutti gli uomini del Premier

Ismaele Rognoni
Renzi insiste: "Ho abbassato le tasse". Ma quella sugli immobili è cresciuta

Matteo Renzi ha compreso che moltissimi italiani non andranno a votare per il referendum costituzionale che si terrà domenica 4 dicembre e che quelli che andranno voteranno in massa per il no, pertanto ha avuto l'ennesima brillante, per lui, idea: mandare in giro per tutto il Bel Paese i Ministri del governo per promuovere il voto favorevole del sì. Ciò provocherà non soltanto la paralisi delle attività dell'esecutivo, ma noi italiani dovremo anche pagare le loro trasferte e le loro eventuali spese con i nostri soldi.

Infatti, i Ministri si inventeranno una sorta di appuntamento istituzionale con una carica pubblica o con un prefetto, inserendoci all'interno un comizio che terrà nella città visitata.

Trasporti, pernottamenti negli alberghi (che non saranno sicuramente a tre stelle), colazioni, pranzi e cene non solo del ministro, ma anche di tutto il suo staff saranno tranquillamente rimborsati con i soldi dei contribuenti. Totò avrebbe detto: "E io pago", considerando anche le spese per il referendum stimate in circa 300 milioni che vanificano i risparmi che si otterrebbero con la vittoria del sì (circa 40-50 milioni).

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