la russia fa, gli usa la criticano

Siria: per nascondere i suoi insuccessi Obama straparla su Putin

Il Presidente USA si inventa che Mosca non vuole più continuare a combattere l'Isis. Dopo la balla delle mail della Clinton trafugate dai servizi segreti russi, nuova panzana democratica

Alfredo Lissoni
Siria: per nascondere i suoi insuccessi Obama straparla su Putin

Il presidente USA Barack Obama ha avvertito Mosca che rischia uno schiaffo dalla comunità internazionale se continuerà a fare fronte comune con il regime siriano: sarebbe indicata come un "attore irresponsabile" sulla scena mondiale. E ha detto di non essere "fiducioso che ci si possa fidare dei russi o di Vladimir Putin". Vista la grave situazione umanitaria ad Aleppo, la città di 250.000 abitanti assediata, Obama ha detto che "è tempo per la Russia di mostrare che è seria" sulla volontà di portare la pace in Siria. Da che pulpito vien la predica.


Non è che l'apporto militare americano in Siria sia stato determinante. Semmai, ha creato solo confusione. Ma tant'è. I democratici USA non sanno più che balle inventare pur di riconquistare consenso pre-elettorale, dopo una disastrosa politica estera. La Russia interviene e bolbarda le postazioni del Califfato e Obama la critica. Complimenti!

mosca e l'Iran sostengono il regime di Bashar al Assad e, nonostante i diversi cicli negoziali che si sono svolti, la Russia non è parsa intenzionata a ritirare questo sostegno. Ma Barack insiste. "Non ho fiducia che ci si possa fidare dei russi o di Vladimir Putin", ha detto Obama. "Questo è il motivo per il quale", ha continuato, "dobbiamo valutare se possiamo o meno arrivare a una cessazione delle ostilità".


Gli Stati Uniti sperano di far ripartire un cessate-il-fuoco che appare fallito, per fermare il bagno di sangue ad Aleppo, e permettere alle missioni umanitarie di riprendere e riaprire la strada ai negoziati che portino alla fine della guerra civile per concentrare il conflitto sullo Stato islamico (Isis). Una strategia bellica assai poco efficace, contro i feroci jihadisti del Califfato, che invece andrebbero colpiti subito, specie ora che sono in rotta ed in fuga da Aleppo.


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