Si chiude l'era Berlusconi

Bye bye Milan. Fininvest cede il 99,9% per 740 mln a cordata cinese

Silvio ha approvato il preliminare di vendita firmato dall'A.D. Danilo Pellegrino e dal rappresentante della cordata di investitori cinesi, Han Li

Fabrizio Berini
Silvio Berluscono, ormai ex proprietario del Milan

Foto ANSA

Confermate le voci trapelate in mattinata: il presidente Silvio Berlusconi ha approvato il contratto preliminare firmato dall'Amministratore Delegato di Fininvest, Danilo Pellegrino, e da Han Li, rappresentante di un gruppo di investitori cinesi che operano attraverso la management company Sino-Europe Sports Investment Management Changxing, relativo alla compravendita dell'intera partecipazione - pari al 99,93% - detenuta dalla stessa Fininvest nell'AC Milan. È quanto si apprende da una nota ufficiale diramata dal gruppo Fininvest. La valutazione del Milan, in base all'intesa, risulta di 740 milioni di euro complessivi e tiene conto di una situazione debitoria stimata in circa 220 milioni.

La fine di questa lunga ed estenuante trattativa che sancisce, dopo 30 anni, la fine dell'era Berlusconi è arrivata dopo un nuovo colpo di scena. Infatti ad acquistare non è stata la cordata cinese rappresentata dai manager Gancikoff e Galatioto (che sono fuori da questa operazione) né il gruppo Fosun (alle spalle del quale c'è il super procuratore portoghese Jorge Mendes) entrato in contatto con Silvio Berlusconi negli ultimi tempi, ma un terzo e nuovo gruppo orientale, rappresentato dal manager Yonghong Li che ha trattato l'acquisto del club in gran segreto.

Il nome del gruppo che da oggi detiene il controllo del Milan è Sino-Europe Investment Management Changxing. Si tratta di una società veicolo creata per l'operazione all'interno della quale ci sono, tra gli altri, Haixia Capital (il fondo di stato cinese per lo sviluppo e gli investimenti) nonché lo stesso Yonghong Li, il manager che ha condotto la trattativa. Non si conoscono ancora i nomi degli altri investitori che fanno parte del veicolo: l'unico dettaglio che, al momento, si conosce è che in questi veicolo ci sono alcuni investitori che in precedenza avevano composto la cordata Galatioto rimasta invece fuori dall'acquisto.

Infatti sembra che la nuova cordata cinese che ha acquistato il Milan sia nata dieci giorni fa da una spaccatura insanabile tra i sei investitori rappresentati dal duo Gancikoff-Galatioto su temi legati alla composizione dell'eventuale governance del Milan. Preso atto della situazione tre investitori cinesi hanno preferito andare per proprio conto, creando il veicolo Sino-Europe Investment Management Changxing e separando le proprie strade dagli altri tre legati a Galatioto.

L'ultimo colpo di cosa Berlusconi è comunque riuscito a piazzarlo ottenendo che fossero inserite nel contratto precise clausole che assicurassero gli investimenti necessari per riportare subito il Milan a essere competitivo a livello europeo. "Con l'accordo", si legge nella nota ufficiale, "gli acquirenti si impegnano a compiere importanti interventi di ricapitalizzazione e rafforzamento patrimoniale e finanziario, per un ammontare complessivo di 350 milioni di euro nell'arco di tre anni, di cui 100 milioni da versare al momento del closing". Sul mercato saranno disponibili, quindi 15 milioni di euro subito dopo la firma e altri 85 dopo 35 giorni a mercato già chiuso.

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