colpi bassi all'inglese

Pioggia di Lord a Londra. Cameron se ne va con un piede dentro Westminster

L'ex Premier conservatore lascia in (sgradevole) eredità un nutrito numero di nuovi Lord, Sir e Dame pronti a dare battaglia

Redazione
Pioggia di Lord a Londra. Cameron se ne va con un piede dentro a Westminster

Foto d'archivio

Il nome, solo a pronunciarlo, fa chinare il capo. The Right Honourable the Lords Spiritual and Temporal of the United Kingdom of Great Britain and Northern Ireland in Parliament assembled. Che tradotto significa "gli Onorevoli Signori Spirituali (i prelati) e Temporali (i nobili) del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord riuniti in Parlamento. 

Tra i Lord Spirituali, 26 in tutto, sono sempre inclusi i rappresentanti delle cinque diocesi più antiche del Paese: l'arcivescovo di Canterbury, l'Arcivescovo di York, il Vescovo di Londra, il Vescovo di Durham e il Vescovo di Winchester. A sedere sul Trono della Camera dei Lord, ovviamente, è la Regina. L'ex Premier conservatore David Cameron, ha pensato bene, come ultimo gesto, prima dell'addio seguito alla sconfitta del referendum sulla Brexit, di lasciare come segno del suo passaggio, ben 13 nuovi Lord, ad ingrassare il già nutrito numero dei Lord conservatori al Palazzo di Westminster.


Non bastavano le onorificenze clientelari e i titoli di Sir, Dame e affini fatti avere agli amici. Sono infatti 13 i nuovi pari del Regno graditi a Cameron destinati a portare il totale dei Lord del gruppo Tory a 209, uno in più di quello laburista. Mentre il totale dell'assemblea della pletorica Camera Alta non elettiva di Westminster arriva oltre quota 800. Fra i nomi dei prescelti, vengono contestati in particolare quelli dell'ex capo dello staff di Downing Street, Ed Llewellyn, della ex portavoce Gabby Bertin, di altri funzionari e amici e "portaborse" dell'ex premier appena dimesso, e di vari donatori.

L'accusa arriva in particolare dal Times, che gli imputa di aver voluto riempire "l'House of Lords" di finanziatori, assistenti e alleati. E l'Electoral Reform Society, l'organizzazione politica operativa più antica del mondo che si occupa di riforme politiche ed elettorali, denuncia addirittura "un'eredità deplorevole". Una sfilza di fidati compagni, pronti a riaprire la porta all'ex residente di Downing Street. Di onorevole, insomma, alla Camera dei Lord, sembra essere rimasto solo il nobile ricordo.

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