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Bufera sull’assessore all’Ambiente Muraro, intercettata con Buzzi

Si tratta di intercettazioni contenute in brogliacci dell’inchiesta “Mafia Capitale”, ma non trascritte perché ritenute penalmente irrilevanti. Resta però apertissima la questione morale

Fabio Cantarella
Bufera sull’assessore romano grillino all’Ambiente Muraro intercettata con Buzzi

Foto ANSA

Montano le polemiche sulla notizia della telefonata tra il ras delle cooperative Salvatore Buzzi e l’assessore all’Ambiente della giunta romana a Cinque stelle, Paola Muraro, all’epoca consulente dell’Ama. Si tratterebbe di una intercettazione agli atti del fascicolo giudiziario relativo al procedimento penale “Mafia Capitale”.

A Roma, quindi, la rivoluzione grillina parte nel peggiore dei modi, considerato che in precedenza a suscitare polemiche, a pochi giorni dall’insediamento, era stata la vicenda dell’incarico legale all’Asl di Civitavecchia a detta di più parti non dichiarato dal sindaco Virginia Raggi quando ricopriva l'incarico di consigliere comunale (inchiesta che secondo indiscrezioni andrebbe verso la richiesta d’archiviazione in quanto gli inquirenti riterrebbero che il neo primo cittadino grillino possa esser stato "indotto in errore" dai moduli).

Ad innescare la miccia sulla telefonata intercettata tra l’assessora grillina Paola Muraro e Salvatore Buzzi, è un tweet di Matteo Orfini, commissario del Pd a Roma e presidente nazionale del Partito guidato da Renzi: "Muraro", scrive Orfini sul social network, "parlava di appalti con Buzzi e si faceva segnalare in Ama dal marito carabiniere. Il tutto mentre gridava a gran voce onestà".

A rincarare la dose è stata Alessia Morani, vicepresidente del Pd alla Camera dei deputati: "Direi che per Muraro la situazione si complica. Ma come può rimanere in carica? Di Maio non ha nulla da dichiarare su Buzzi e Muraro? E Di Battista? Oggi non intoniamo il coro onestà, onestà? meglio omertà?". Uscita seguita dall’hashtag "dimissioni subito".

Da quanto si apprende da fonti investigative, il nome dell’assessore romano del Movimento Cinque Stelle Paola Muraro, comparirebbe in tre diverse conversazioni telefoniche con il ras delle cooperative Salvatore Buzzi, al centro come dicevamo dell’inchiesta romana “Mafia capitale”. Le conversazioni però sarebbero contenute in brogliacci ma non trascritte perché ritenute dagli inquirenti non penalmente rilevanti. In esse emergerebbe la volontà della Muraro di avere notizie da Buzzi in merito all’appalto relativo alla raccolta dei rifiuti da 21,5 milioni di euro.

Saranno pure penalmente irrilevanti le conversazioni intercettate, ma in ogni caso resta aperta la questione morale tanto cara al “rivoluzionario” Movimento Cinque Stelle che per ipotesi analoghe, riguardanti però esponenti dei partiti tradizionali, non avrebbe esitato ad invocare le dimissioni dei soggetti interessati.

Naturalmente, il movimento di Grillo fa quadrato attorno alla sua assessora: “Mafia Capitale decine di PD indagati e arrestati. Nessun cenno alla Muraro. Crediamo alla magistratura, non ai giornali di partito”. Così recita un tweet del M5S romano che però incontra l’immediata replica del deputato piddino Marco Miccoli: "Consiglio ai grillini di leggere la relazione del reparto investigativo del Ros dei carabinieri datata 11 luglio 2014, allegata alla prima ordinanza di custodia cautelare di Mafia Capitale. Nel capitolo IV, a pagina 774 (di 1585), c'è proprio il 'cenno alla Muraro' riportato oggi da numerosi mezzi d'informazione".

Si difende dalle accuse la stessa Paola Muraro che rifiuta ogni possibile ipotesi di dimissioni dalla carica di assessore all’Ambiente: "Che rapporti avevo con Buzzi? Io credo nel lavoro dei magistrati che hanno già valutato la telefonata come non penalmente rilevante. I giornali stanno basando alcuni articoli sul nulla, per me possono anche pubblicare tutta la telefonata. Io sono serenissima, non sono mai entrata nella vicenda di “Mafia Capitale”, però altri sì, soprattutto alcuni del PD, che lasciavano mano libera a questa persona, ci mangiavano anche insieme...".

Sulla questione di registra anche un intervento del segretario dei Radicali, Riccardo Magi: "Caro Beppe Grillo se davvero vuoi sostenere Virginia (Raggi, NdR), suggeriscile di revocare immediatamente la nomina dell'assessore Muraro! La nomina di Paola Muraro ad Assessore alla Sostenibilità ambientale di Roma Capitale è illegittima poiché incompatibile con l'attività di consulente di Ama – azienda in house e soggetta a 'controllo analogo' dell'amministrazione - che ha portato avanti fino a pochi giorni dal conferimento dell'incarico nella giunta Raggi. Ci rivolgiamo quindi all'Anac, e lo faremo anche formalmente nell'immediato con un esposto, ma anche al responsabile anticorruzione di Roma Capitale che ha tra i suoi compiti la verifica e contestazione - purtroppo tardiva in questo caso - delle inconferibilità e incompatibilità degli incarichi".

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