come james dean in gioventù bruciata

"Bello Figo"? Rappresenta il sogno degli immigrati...

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Helmut Leftbuster

Helmut Leftbuster

Helmut Leftbuster nasce a Roma abbastanza tardi da essersi goduto i mefitici effluvi scolastici e universitari del ’68. Nella vita non scrive (semmai parla!), ma lo fa per passione e missione, essendo un convinto assertore di quelle libertà di pensiero e di opinione che, ben 3000 anni dopo Atene e Roma, vengono messe sotto assedio da una sorta di Pensiero unico depressivo, nichilista e soprattutto antidemocratico.

Il suo nome nasce dal connubio fra l’aulicità del romanticismo nibelungico e lo humor “trash” col quale Egli si rende guastatore delle peggiori ipocrisie progressiste e radical-chic.

Il “castigat ridendo mores” contraddistingue da sempre il tenore tematico e stilistico sia delle sue collaborazioni (Qelsi, Arianna Editrice e, ora, anche Il Populista) sia della gestione del blog che coordina, Aristocrazia Dvracrvxiana, ove si ciondola dal ghibellinismo dantesco (la “Dvra Crvx” del Poeta e non la “moscia crux” di 4 fricchettoni post-conciliari) a ricette gastronomiche identitarie messe a tavola per onorare  contadini e pastori nostrani ed indurre giovanissimi e massaie a dire "basta!" a venefiche porcherie sottocosto globalizzate e a cazzarate eque e solidali.

Il suo motto è «alla "povertà" si guarda, non si crede».

"Bello Figo"? Rappresenta il sogno degli immigrati...

Naturalmente gli immigrazionisti diranno che è un "troll" al soldo di Salvini, oppure che è solo un giovane sciocchino in carenza d'affetto come tanti altri. Invece è tutto molto più semplice: l'affermazione "pop" del rapper Bello Figo non è che lo sdoganamento mediatico definitivo della strafottenza immigrazionista a cui hanno deciso di far arrendere tutti gli Italiani. Certo, dal canto nostro va indubbiamente ringraziato, poiché questo damerino è un prezioso Bignami sulla violenza, sul razzismo suprematista e sul sessismo contenuti nelle intenzioni di molti migranti, presunti profughi e immigrazionisti come lui.


I suoi brani sono a tal punto una summa di sostituzionismo globalista e anti-italiano che basterebbero da soli a mandare noi liberi pensatori in vacanza per i prossimi 10 anni. Tuttavia, dato che le vacanze dall'intelligenza e dall'amor proprio non ce le possiamo davvero permettere, siamo qui a denunciare la "disattenzione" che autorità di controllo, femministe e antirazzisti hanno verso un messaggio di simile, inaudita e palese violenza contro le donne, contro il concetto di diversità e contro la gente perbene che si spacca la schiena ogni giorno e per davvero, altro che lagne dai campi di cotone o balle sui raccoglitori di pomodori a 3 euro l'ora.


"Noi vogliamo le fighe bianche scoparle in bocca" (dal suo brano "Non Pago Affitto"). Ecco, cosa sarebbe accaduto se un cantante italiano avesse detto in prima serata Mediaset "noi le fighe negre vogliamo scoparle in bocca"?! Oppure: "Unisciti a noi, e andiamo in stazione a rubare biciclette": è o non è istigazione al reato, e quindi un reato essa stessa?! Ora, tollerare che un ghanese cammetta reati può configurare soltanto due aspetti: che lo si considera inquanto tale un "minus habens", e sarebbe razzismo verso di lui; o che gli si concede un margine di censura penale più ampio rispetto a quello concesso ad un qualsiasi italiano, commettendo così razzismo verso gli italiani. Comunque la si metta, alla base di un'apparente tolleranza c'è sempre e soltanto del razzismo.


Ebbene sappiate che Bello Figo non è affatto un fenomeno isolato, ma sono decenni che i rapper predicano odio contro i bianchi, in America come in Italia. "Ascoltami, bambino, perché non vai a farti fottere"?! E questo è Gora, dal suo brano "Negro". I riferimenti alla pedofilia, in particolare, sono continui: "Gli volevo mettere a peco ecco perke ero rimasto dietro! Sono minorenni nel rap e li scopo! chiamatemi quindi Pedo!"; e questo era il rapper "Nero AK" col suo brano "Negro" (che trovate tranquillamente su Youtube).

Il rap, del resto, iniziò a mostrare il suo lato criminale e intollerante già dai primi anni '90, quando negli Usa tentarono di organizzare consorziate concertistiche per ammortizzare il costo di utilizzo dei grandi stadi americani, creando ammucchiate fra gruppi europei come i Warrior Soul o i Sisters Of Mercy e gruppi rap come i Public Enemy, e furono subito botte da orbi fra i fan delle rispettive band che percepivano le iconografie altrui come una reciproca provocazione. Fu il primo segnale di fallimento del multiculturalismo inghirlandato e cannarolo, ma, allora come ora, fecero tutti orecchie da mercante, e adesso i nodi vengono al pettine. Tornando al soggetto in questione, anche le sue posizioni politiche a favore di Renzi e dei "progressisti" (espresse a piena voce persino con un brano a favore del SI al referendum costituzionale) sono sincere, leali, logiche. Insomma non pensiate che sia mera provocazione, è pura algebra elettorale perché quelli come lui votano in voti sonanti che contano come i miei e i vostri, e che saranno sempre di più considerando che la sua generazione è in crescita numerica.

Come l'antropologa Ida Magli affermava di continuo nei suoi libri, l'Europa è diventata femmina, non combatte più, ma si lascia penetrare, stuprare; il movente sessuale, lo stupro, è il vero focus dell'epopea migratoria, e non in senso figurato, ma reale, come confermato recentemente da Patrick Calvar, il capo dei servizi segreti transalpini, che nei giorni scorsi ha affermato chiaramente che "la Francia è sull'orlo di una guerra civile che potrebbe essere innescata dalle violenze sessuali di massa nei confronti delle donne da parte dei migranti, come successo a Colonia a Capodanno". Per carità, anche noi abbiamo chi fa satira sul lato opposto (per fortuna): "Il rap è primitivo, il rap è lavativo, ma senza detersivo, di merda odorerà; la musica di ghetti, reietti e poveretti, che poi da gran furbetti firman la pubblicità!", cantano i metallari Deviate Damaen sul loro brano "Schiuma Su Sto Scroto, Progressista!". Ma quella nostrana è satira plautina, pasquiniana, che esiste da millenni e che tiene i cervelli accesi per evitare che cessino di distinguere il bene dal male, il giusto dall'ingiusto, il bello da brutto.


E a proposito di bellezza (e bruttezza), certo, James Dean ci perdonerà per il paragone fatto nel titolo, lui che era bello, elegante, aveva lineamenti raffinati; Bello Figo, al contrario, sembra una...BIP! Ecco vedete? Non si può dire; si possono "violentare belle fighe bianche", ma è vietato dire che cosa ci ricordano i lineamenti e le movenze di un rapper. Questo è il dispotismo della "democrazia" renziana; ma mentre scriviamo, gli exit-poll del referendum ci inducono a credere che la riscossa popolare sia finalmente iniziata.

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