Intervista al presidente del Veneto

Zaia: "Ora il referendum sull'autonomia. E Mattarella sciolga le camere"

"Renzi ha dimostrato un totale scollamento con la realtà. I cittadini non si sono fatti ingannare nonostante il martellamento mediatico, la propaganda a reti unificate e le reiterate bugie sulla riforma"

Marco Dozio
Zaia: "Ora il referendum sull'autonomia. E Mattarella sciolga le camere"

Foto ANSA

Il No che spazza via Renzi e l’establishment è enorme ovunque, da Nord a Sud, ma ancor più fragoroso in Veneto dove raggiunge quasi il 62% a fronte di un’affluenza da elezioni politiche, oltre il 76%.

Luca Zaia, governatore del Veneto, i risultati nella sua regione sono a dir poco eclatanti.
La prima vittoria riguarda l’alto senso civico dei veneti: quasi 8 persone su 10 sono andate a votare, cosa di certo non frequente di questi tempi. Poi c’è il grande risultato sul fronte del No, che in Veneto rappresenta un elemento di coerenza da parte di cittadini. Sono gli stessi cittadini che ci chiedono di celebrare il referendum sull’autonomia.

Una valanga di No per fermare la riforma centralista di Renzi?
I veneti hanno bocciato senza appello il centralismo voluto dal governo. Hanno riconosciuto la riforma di Renzi come dichiaratamente centralista. In generale emerge una grande solidità del popolo, che è stato letteralmente martellato da una marea di messaggi comunicativi e da una montagna di bugie.

I cittadini hanno saputo individuare gli inganni della riforma renziana nonostante la propaganda a reti e giornali unificati?
Volevano far credere che la riforma fosse virtuosa, quando in Sicilia non si sarebbero applicati i costi standard. Volevano far credere che ci fosse un sostanziale taglio di poltrone, quando i deputati sono 630 oggi e sarebbero rimasti 630 domani per un costo di 2 miliardi di euro l’anno. Volevano far credere che questa riforma fosse rispettosa del popolo, al quale però veniva tolto il diritto di voto.

La schiacciante vittoria del No è segnale che il Veneto è pronto per il referendum sull’autonomia?
Questo risultato è il preludio di quella che sarà la grande festa dell’autonomia del Veneto. E non sarà il referendum di qualche partito. Sarà il referendum dei veneti. Che andranno a votare per decidere se vogliono o meno l’autonomia. Procederemo per celebrarlo in primavera.

Renzi ha dimostrato di non capire quello che stava succedendo nel Paese?
Ha mostrato un totale scollamento dalla realtà, non ha capito sentimenti e richieste dei territori. Prendiamo il caso del Veneto. Renzi è venuto nella nostra regione a dire che il referendum sull’autonomia era inutile. E la risposta dei veneti è stata eloquente. E pensare che avremmo potuto celebrare la consultazione insieme a quella di Renzi, risparmiando 14 milioni di euro.

Cosa si aspetta ora?
Dopo una bocciatura totale sotto il profilo politico, Renzi non poteva far altro che dimettersi. Se c’è una cosa buona che ha fatto è stata quella di annunciare le dimissioni. La bocciatura riguarda lui, il suo governo, ma anche per esempio tutti i grandi enti, le grandi associazioni di categoria che hanno sostenuto il suo referendum. Ora ci auguriamo che Mattarella sciolga le camere e si vada al voto, perché stabilità significa avere gente democraticamente eletta che ci governa.

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