salario minimo

Boeri contro il Reddito di Cittadinanza: “Disincentiva il lavoro al Sud”

Per il Presidente Inps Tito Boeri il problema non sono i salari troppo bassi del Meridione, ma il Reddito di Cittadinanza troppo elevato.

Andrea Lorusso
Boeri contro il Reddito di Cittadinanza: “Disincentiva il lavoro al Sud”

Foto ANSA

Il 45% dei percettori di reddito al Sud Italia dichiara emolumenti inferiori ai 780 euro mensili preventivati dal Reddito di Cittadinanza, così l’analisi vergata dal Presidente Inps Tito Boeri denunciando un “effetto spiazzamento”, disincentivando il lavoro in queste aeree del Paese. Non solo, è anche più preciso, il RdC: “fissa un livello di prestazione molto elevato per un singolo.”

Comprendete? Il problema non sono i salari da fame, disdicevoli, non dignitosi, sotto il livello di povertà certificato dall’ISTAT, no, per il nume tutelare della casse previdenziali è il Reddito di Cittadinanza ad essere in torto, ad essere una misura contro il lavoro perché, a parità di redditi, scoraggerebbe la ricerca di una occupazione.

Non viene in mente a lorsignori che – invero – sono i salari ad essere troppo bassi? È mai possibile che nel nuovo paniere dei poveri rientri anche chi un lavoro lo ha? Un tempo la suddivisione era tra occupati ed inoccupati, oggi invece in povertà relativa troviamo gran parte di chi un posto di lavoro lo stringe tra le mani.

Questo non può significare altro che le politiche degli ultimi decenni hanno martoriato il potere d’acquisto, ed i contratti di categoria sono stati elusi, vessati, disapplicati, così le nuove forme di schiavismo (all’ombra di un INPS che dovrebbe vigilare) sono perlopiù accettate, consuetudinarie.

Se Boeri invece di preoccuparsi dei migranti, si fosse occupato di deleghe più stringenti alla sua funzione, ad esempio la scarsa contribuzione nelle sue casse per numero di lavoratori ed importi, avrebbe strillato che finalmente è venuto il momento di alzare il livello minimo, lo standard dei compensi orari. Introdurre un salario minimo sopra la soglia di povertà per qualsiasi mansione svolta, anche ove non vi siano accordi di categoria, sarebbe la sola mossa intelligente che faccia da paravento ai sussidi, al divano, e non al contrario demolire le tutele sociali.

Lo Stato italiano finalmente dopo anni di assenze e sordità, si prende carico della dignità dei suoi concittadini. Il prossimo step dovrà essere quello di prevedere un nuovo codice del lavoro che fra le tante cose imponga che nessuno, dalla gig economy al bullonista, possa guadagnare meno di una certa cifra oraria.

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