teorie folli sui giornali turchi

L'ultima di Erdogan: "La strage di Istanbul? Colpa degli USA"

Le armi della mattanza al Reina? "Americane". Gli statunitensi frequentatori abituali del night? "Tutti a casa". La mente organizzatrice? "La CIA". Nel Paese si fa a gara a chi la spara più grossa

Redazione
L'ultima di Erdogan: "La strage di Istanbul? Colpa degli USA"

Foto ANSA

Non sa più cosa inventarsi, il dittatore Erdogan, pur di mantenere il potere (e fors'anche di non uertarsi troppo col Califfato), visto che arriva al punto di far scrivere ai pennivendoli del regime che "dietro la strage del Reina di Istanbul ci sarebbe la mano degli Stati Uniti". Non è uno scherzo, se ne dicono convinti alcuni giornali e politici turchi vicini al presidente, Recep Tayyip Erdogan, che hanno tirato in ballo Washington per il massacro di Capodanno così come avevano fatto per il fallito golpe in Turchia del 15 luglio e l'omicidio dell'ambasciatore russo ad Ankara. Non si sapisce, a questo punto, se l'attacco sia diretto all'uscente Obama o all'entrante Trump.


Titoli e dichiarazioni della stampa turca sono stati analizzati in un articolo del New York Times e rendono bene l'idea del clima che si respira in Turchia all'indomani del massacro rivendicato dallo Stato islamico. "L'America è la prima sospettata", ha titolato un quotidiano filogovernativo che accusa esplicitamente gli USA di essere gli artefici della strage. "Chiunque sia il killer, l'attacco al Reina è un atto della CIA. Punto", gli ha fatto eco un deputato su Twitter. L'articolo del Nyt prosegue con l'analisi di articoli di altri quotidiani turchi che hanno puntato il dito, senza mezzi termini, contro gli USA. In uno di questi si sostiene che gli Stati Uniti sarebbero stati al corrente dell'attacco alla discoteca sulla base dell'allerta emessa dall'ambasciata americana in Turchia ai propri connazionali pochi giorni prima della strage (ma l'argomentazione si potrebbe ribaltare: come mai ci sono stati "solo" cinque turchi tra i caduti? Tutti gli altri erano stati preallertati di restarsene a casa? Idiozie di questo tenore sono state propagandate anche all'epoca dell'attentato alle Torri Gemelle).

Un altro articolo ha messo in evidenza che le granate stordenti utilizzate dal killer nel locale provenivano da depositi gestiti dall'esercito USA. Un giornale, infine, ritiene che l'attacco faccia parte di un complotto a stelle e strisce per fomentare divisioni in Turchia tra laici e religiosi. Lo stesso vice premier turco, Numan Kurtulmus, in un'intervista al quotidiano Hurriyet, ha ipotizzato, senza fare riferimenti espliciti, che "servizi di intelligence stranieri" potrebbero aver avuto un ruolo nella strage di Capodanno, considerata la "professionalità" del killer.

Secondo il Nyt, l'attacco di Capodanno, al pari degli altri episodi sopracitati, "non ha spinto la Turchia verso i suoi alleati della NATO. Al contrario, la Nazione, mentre attacca Washington, si avvicina a Mosca, collaborando con il presidente Vladimir Putin per un cessate il fuoco in Siria". Signori, il cospirazionismo è servito.

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