Il Pd smentisce se stesso

La Commissione del Senato: "I rimpatri non vengono effettuati. Questo sistema produce clandestini"

La fotografia del disastro in atto nella relazione dell'organismo presieduto da Manconi: "Molti immigrati di fatto sono destinati a rimanere irregolarmente sul territorio italiano, e a vivere e lavorare illegalmente". "La redistribuzione non ha funzionato"

Redazione
La Commissione del Senato: "I rimpatri non vengono effettuati. Questo sistema produce clandestini"

Un fallimento su tutta la linea. L’allarmante fotografia di un disastro epocale. Non funziona nulla nell’Italia colabrodo incapace di contrastare o gestire l’invasione in atto. Non funzionano i rimpatri e nemmeno il meccanismo di “redistribuzione” degli immigrati a livello europeo. Situazioni oggettive che la Lega denuncia da tempo, bersagliata da accuse di demagogia, populismo, razzismo.

Chissà se le stesse accuse ora saranno rivolte alla Commissione diritti umani del Senato presieduta da Luigi Manconi del Pd, la quale certifica nero su bianco le falle di un sistema criminogeno. Si legge nella relazione: “Alla fine di dicembre 2016, sono state ricollocate dall’Italia in altri Stati membri solo 2.350 persone sul totale di 40.000 previste dal piano europeo”, soltanto il 5% rispetto alle promesse di un piano annunciato come risolutivo e salvifico dall’Unione europea e dal Pd.

“L’analisi dei dati conferma le difficoltà nell’eseguire i rimpatri e l’inefficacia dell’intero sistema di trattenimento ed espulsione degli stranieri irregolari”. Significa che anche la presunta svolta legalitaria del governo, la pantomima del ministro degli Interni Marco Minniti su espulsioni e centri di identificazione, vale poco o nulla in termini di riscontri concreti. I dati del 2016 aggiornati a settembre rivelano che su 1.968 immigrati transitati dai Cie, solo 876 sono stati effettivamente rimpatriati. Dunque meno della metà. E parliamo di numeri irrisori rispetto ai 181.000 sbarchi nell’anno appena concluso.

Un sistema che “fabbrica clandestini”, come nota lo stesso Corsera riferendosi agli hotspot, i centri dove è possibile fare domanda di asilo. E dove chi non la presenta certifica di fatto il proprio status di clandestino. Quindi andrebbe rimpatriato. Ma nell’Italia colabrodo non accade. Per esempio tra gli immigrati sbarcati (o traghettati) a Lampedusa tra settembre 2015 e gennaio 2016 solo 74 sono stati smistati nei Cie mentre 775 hanno ricevuto l’espulsione formale, ovvero il foglio con l’invito a lasciare il Paese entro una settimana. Destinato a diventare cartastraccia. “Di fatto sono destinati a rimanere irregolarmente sul territorio italiano, e a vivere e lavorare illegalmente e in condizioni estremamente precarie nel nostro Paese”. Clandestini socialmente pericolosi. Ma se lo dice la Commissione del Senato presieduta da un esponente Pd ciò non risulta demagogico né populista né razzista.

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