Allarme per le rivolte degli immigrati

Nordio: "Terroristi tra i migranti? Non lo possiamo escludere"

Per il procuratore di Venezia la sommossa di Cona è un "brutto sintomo". "Si deve partire dal presupposto che ci possano essere anche infiltrazioni di tipo terroristico e para-terroristico". "L'esistenza di piccoli gruppetti slegati tra loro lascia aperta ogni possibilità"

Redazione
Nordio: "Terroristi tra i migranti? Non lo possiamo escludere"

Foto ANSA

"Non possiamo escludere infiltrazioni di tipo terroristico tra i migranti". Basterebbe questa frase di Carlo Nordio, procuratore aggiunto della procura di Venezia, a smontare anni e anni di mantra buonisti. Intervistato da Repubblica, il magistrato che sta indagando sui fatti di Cona racconta che “la rivolta del centro migranti è stato un brutto sintomo”. “All'inizio sembrava che la ragazza fosse morta dopo 5 ore di agonia senza essere soccorsa, e questo avrebbe potuto far comprendere la reazione scomposta degli ospiti del centro – si legge - Invece tutti, all'interno del campo, avevano capito fin da subito che Sandrine non era stata abbandonata, nonostante ciò hanno continuato la protesta. Sospettiamo dunque che ci siano soggetti che già da prima dell'episodio del decesso menavano nel torbido".

Segno che le rivolte degli immigrati, sempre più frequenti, vanno inquadrate in un contesto più vasto e più preoccupante, che inclue anche il terrorismo islamico: “Un'indagine fatta bene su un tessuto sociale come quello di un centro di accoglienza sovraffollato con 1.300 migranti, deve partire dal presupposto che ci possano essere anche infiltrazioni di tipo terroristico e para-terroristico. Venezia, oltretutto, è un obiettivo sensibile. Ho dato delega alla Digos per fare tutti gli accertamenti su tutti i richiedenti asilo che hanno partecipato ai tafferugli, in modo da escludere ogni legame, anche remoto, col mondo del jihadismo. Ci sono immigrati che paiono violenti e fomentatori. Dobbiamo capire perchè”. E ancora: “L’esistenza (nei centri di immigrati ndr) gruppetti slegati tra di loro, ciascuno con una filosofia propria e un modo diverso di porsi nei confronti dell'autorità, lascia aperta ogni possibilità”.

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