sciopero generale l'8 gennaio

L'ultima del Governo: butta per strada 43mila maestre. "Non sono laureate"

La Fedeli si smarca e prende tempo, Lega sulle barricate: "Buona scuola? Legge da cambiare"

Redazione
L'ultima del Governo: butta per strada 43mila maestre. "Non sono laureate"

Maestre e maestri in sciopero l'8 gennaio. Giorno in cui i sindacati Anief, Cub e Cobas, Saese hanno proclamato l'agitazione a difesa di 43.600 insegnanti, immessi in Gae con riserva e che ora rischiano di tornare a fare i supplenti. Di questi, cinquemila nel frattempo sono stati già assunti a tempo indeterminato, smettendo di essere precari storici.


La sentenza del Consiglio di Stato in adunanza plenaria afferma che il loro titolo è abilitante, ma che non dà diritto a stare nel canale dove, per scorrimento, si ottiene una cattedra di ruolo. Ora la palla passa ai singoli Tar, ma l'orientamento dei giudici ormai è segnato. E viene in mente la scenda del film Il maestro di Vigevano, con Alberto Sordi, quando la moglie gli rinfacciava: "Una volta mi dicevano: Fortunata, hai sposato un maestro. Ora mi dicono: Poveretta, hai sposato un maestro...".

Già perché lo Stato, con questi professionisti che hanno il delicatissimo compito di formare le nuove leve del Paese non è mai stato né grato né tenero, con riforme fatte spesso da incompetenti. E dopo aver tagliato con la mannaia i finanziamenti alle scuole generando situazioni paradossali (scolari sono costretti a portarsi gessetti e carta igienica da casa, aule senza riscaldamento o che cadono letteralmente a pezzi, con il soffitto che ti casca in testa) ecco che ora si accanisce sui docenti.


Sulle barricate il candidato premier Matteo Salvini, che su Facebook contesta la decisione del Consiglio di Stato, contro la quale nulla ha fatto né il Governo Renziloni né la Fedeli (che si è trincerata dietro un "in assenza dei nuovi giudizi di merito che prima o poi arriveranno come Ministero abbiamo chiesto all’Avvocatura generale dello Stato una interpretazione corretta della sentenza". Il che vuol dire che non l'ha capita manco lei). Commenta Salvini: "Da papà, prima che da politico, io sto con queste 43.000 MAESTRE azzerate da Renzi e dal PD. Alla faccia della buona scuola, una delle prime leggi che cambieremo al governo".


Non meno duro il Capogruppo leghista di Regione Lombardia (che invece tanto ha fatto e stanziato per le scuole) Massimiliano Romeo: "Il Governo cancella di colpo, con un tratto di penna, la professionalità di 43.000 maestre, ritenute improvvisamente non idonee all'insegnamento di ruolo perché non laureate (requisito all'epoca non richiesto) e ci viene a parlare di riforma della Buona Scuola? Per inciso, con un Ministro della Pubblica Istruzione che laureato non è?".

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